Imperia: detenuto non può vedere figlio, ass. sociale indagato
Proprio nei giorni scorsi i carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria hanno sentito l’operatore, il quale è assistito dall’avvocato Carlo Fossati. Altre indagini per stabilire le eventuali responsabilità saranno eseguite dalla procura della Repubblica nei prossimi giorni.
Aveva segnalato lo scorso mese di dicembre al Secolo XIX il comportamento scorretto degli assistenti sociali del Comune, i quali, a suo dire arbitrariamente, non gli concedevano da circa tre anni di vedere il figlio, nemmeno il giorno di Natale. E, affinché fossero riconosciuti i suoi diritti di padre, peraltro sanciti dal tribunale dei minori di Genova, aveva minacciato di ricorrere alla magistratura.
Ora il suo caso è realmente approdato negli uffici al terzo piano del palazzo di giustizia di Imperia. Il procuratore capo Bernardo di Mattei ha aperto un fascicolo per presunto abuso d’ufficio nei confronti di un addetto al servizio di assistenza sociale comunale.
Proprio nei giorni scorsi i carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria hanno sentito l’operatore, il quale è assistito dall’avvocato Carlo Fossati. Altre indagini per stabilire le eventuali responsabilità saranno eseguite dalla procura della Repubblica nei prossimi giorni.
Intanto Avio Celestini, il padre sessantenne, delle cui sorti si occupa l’avvocato Sandro Lombardi, ha ribadito i suoi diritti. “Neanche ad un detenuto, a un camorrista può essere proibito il diritto di incontrare i propri figli se questo stesso diritto è riconosciuto da un giudice del tribunale dei minori” ha rimarcato.
“Se verrà ancora negato questo diritto - ha fatto invece presente l’avvocato Lombardi - non escludo il ricorso all’ufficiale giudiziario per obbligare gli assistenti sociali a rispettare la disposizione”.
“Il divieto - aggiunge - è stato sancito attraverso telegramma dai servizi sociali del Comune. Ma è in contrasto con quanto disposto con sentenza dal Tribunale dei minori di Genova, che invece ha concesso al mio cliente la possibilità di incontrarsi con il figlio la domenica. A quanto pare il giorno festivo, visto che gli incontri devono comunque svolgersi alla presenza di un assistente, non sono contemplati dal servizio. Ma questo non è un problema che può riflettersi negativamente compromettendo i diritti del genitore”.
Lo scontro di competenze e la contraddittorietà burocratica insomma stanno inficiando questa vicenda. Il divieto di incontri sancito dai servizi sociali che si stanno occupando della tutela del minore a quanto pare sarebbe giustificato dal fatto che il papà e il figlio per un certo periodo - a causa anche dei violenti litigi in tribunale tra Avio Celestini e l’ex convivente - sono stati lontani.
Il tempo di lontananza trascorso, secondo gli assistenti sociali, sarebbe troppo e, stando alle procedure anche consigliate dalle più recenti tesi psicologiche dell’ età infantile potrebbe non essere opportuno che l’uomo torni ad incontrarsi con il bambino che sta attraversando una fase delicata della crescita.
“Ma questa è una teoria. Nella pratica solo il tribunale dei minori può decidere. Tutto il resto è frutto di un’arbitraria decisione. Sarebbe a dire che non potrò mai più rivedere mio figlio? Nemmeno il giorno di Natale per consegnargli di persona un regalino, come è accaduto quest’anno per la terza volta?” ha fatto presente Celestini. “Sono costretto, violando le disposizioni dei servizi sociali, a vedere di nascosto mio figlio all’uscita o all’ingresso della scuola” ha aggiunto il papà. Ebbene, questa sua dichiarazione ha a suo tempo fatto scattare l’attenzione e le segnalazioni degli assistenti sociali che alla polizia giudiziaria avrebbero fatto rimarcare il fatto che l’uomo facesse visita non autorizzata al bambino.
Natalino Famà
Il Secolo XIX 3/02/2010

HOME | MAPPA DEL SITO | CONTATTI | ISCRIVITI |
TUTTI I CONTENUTI DEL SITO SONO DISTRIBUITI SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS | CREDITI