Traffico di droga in carcere arrestato agente penitenziario
Dopo i primi sospetti, il poliziotto è stato pedinato e controllato per mesi
Alcune persone si erano specializzate nel “lancio” degli stupefacenti oltre il muro di cinta
Un agente della Polizia Penitenziaria, in servizio presso il carcere genovese di Marassi, è stato arrestato per traffico di droga e di telefoni cellulari. L´indagine che ha condotto all´arresto è stata condotta dal pm Federico Panichi ed ha preso avvio alcuni mesi fa dopo la scoperta che alcune persone si erano specializzate nel lanciare stupefacenti e telefoni cellulari oltre il muro di cinta del carcere per «servire» i detenuti. L´inchiesta interna nel penitenziario aveva fatto convergere sospetti anche su un agente di custodia che è stato così pedinato e controllato. Domenica sera l´agente è stato bloccato e trovato in possesso di un cellulare e di un grammo e mezzo di eroina.
«L´arresto ci addolora profondamente - commenta Eugenio Sarno, Segretario Generale della Uil Pa Penitenziari - anche alla luce dei gravi reati cui è imputato. Pur tuttavia vogliamo esprimere l´auspicio che in sede di giudizio possa dimostrare la sua completa estraneità ai fatti contestatigli».
L´episodio, secondo Sarno, conferma la profonda crisi che investe il carcere genovese di Marassi. Una crisi che affonda la sue radici nella gestione amministrativa della struttura e, più in generale, nella gestione dell´intero sistema penitenziario ligure. «Forse qualche dirigente penitenziario ligure e il dirigente generale del Provveditorato dovrebbero prestare più attenzione e tempo alle difficoltà operative e ai bisogni del personale». prosegue il sindacalista.
Altri due telefoni cellulari e modiche quantità di sostanze che si suppone possano essere eroina e hascisc, sono stati rinvenuti, ieri pomeriggio, nel corso di un´altra operazione di servizio effettuata da personale di polizia penitenziaria di Genova Marassi nelle celle della prima sezione, dove prestava servizio l´agente arrestato nella serata di domenica.
Lo rende noto anche il segretario generale Uil Pa penitenziari, Eugenio Sarno. «Ora - afferma Sarno - occorre individuare le responsabilità individuali di chi ha materialmente introdotto telefoni e droga senza coprire eventuali responsabilità amministrative che hanno determinato che ciò si rendesse possibile».
La Repubblica 02/02/2010

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