Bimbi in carcere e celle sovraffollate, è guerra elettorale

Scontro in comune a Genova tra giunta e opposizione
Si accende lo scontro.
Il centrodestra: «Basta parole, servono fatti». La replica: a voi dei detenuti non è mai interessato

Genova. «Non ve ne frega niente del carcere di Marassi. La verità è che siete in campagna elettorale!», urla in piena seduta di commissione Roberta Papi, assessore (Pd) ai Servizi sociali del Comune di Genova. «Basta tavoli di confronto, la giunta dica concretamente cosa può e vuole fare per affrontare l’emergenza carceri in città e il sovraffollamento di Marassi», si sgola Guido Grillo, consigliere comunale del Pdl. Lo scontro tra consigliere e assessore, andato in scena ieri a Palazzo Tursi, dà la misura di quanto sia incandescente il tema discusso in commissione consiliare: le condizioni di vita all’interno del carcere di Marassi.
Ma è stata una denuncia del consigliere comunale del Pdl, Lilli Lauro, relativa al carcere femminile di Pontedecimo, l’altro istituto di pena genovese, ad accendere gli animi. «A Pontedecimo ci sono quattro bambini, tra i due mesi e i due anni di età, che da settembre aspettano di poter andare all’asilo nido: i Servizi sociali del Comune non fanno nulla». L’assessore sollecita gli uffici a dare una risposta “in diretta”. E qui si sviluppa un piccolo giallo.
«Le mamme di quei bambini – spiegano ai consiglieri comunali i funzionari dei Servizi sociali – sono in attesa di giudizio. Quindi, serve il nulla osta del giudice di sorveglianza per poter parlare con loro e prendere in carico i bambini». «Il nulla osta è arrivato da tempo», attacca la Lauro. Nuova replica della Papi: «Eravamo d’accordo con la direzione del carcere che ci avrebbero avvertito quando fosse giunto il via libera del giudice di sorveglianza. Invece non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione…».
In mattinata, avevano visitato il carcere di Pontedecimo anche i parlamentari del Pdl, Michele Scandroglio e Roberto Cassinelli. Che, al termine del sopralluogo, hanno annunciato una lettera al sindaco Vincenzi per sollecitare l’inserimento negli asili comunali dei quattro bimbi, figli di altrettante detenute, e l’istituzione di un bus navetta per raggiungere la struttura posta su una collina. Quest’ultima richiesta è stata rilanciata in aula dalla Lauro. «Il servizio costerebbe 40 mila euro all’anno, non ce la facciamo», ha replicato Papi. «Poi – continua Cassinelli – è necessario potenziare la presenza di psicologi all’interno dell’istituto di pena. Mentre al ministro Alfano chiederemo di finanziare la realizzazione di un giardino dove le detenute possano incontrare i propri figli».
Quanto a Marassi, il sogno di molti è quello di demolirlo e sostituirlo con una nuova struttura in altra zona. «Solo così potremo mettere fine ad una situazione di grande inciviltà», hanno detto Alberto Gagliardi e Matteo Campora (Pdl).

V. G.
Il Secolo XIX  26/01/2010

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