Capo degli agenti aggredito da una detenuta

GENOVA Ha cercato di sferrare un pugno in pieno volto a Stefano Bruzzone, comandante di reparto della polizia penitenziaria di Genova Pontedecimo. E addosso, nascosta negli slip, aveva una lametta da barba, un’arma che avrebbe potuto usare contro il rappresentante delle forze dell’ordine. L’aggressione è avvenuta ieri nel carcere femminile di Pontedecimo, ad opera di una detenuta sudafricana di 30 anni, durante un colloquio chiesto a Bruzzone per problemi di convivenza con la compagna di cella. Da tempo la donna chiedeva di essere trasferita: anche ieri ha esposto la propria richiesta al comandante ma, di fronte a un rifiuto dovuto all’indisponibilità di un’altra sistemazione, ha dato in escandescenze. Il fatto, secondo Fabio Pagani, segretario regionale della Uil Pubblica Amministrazione Penitenziari, denuncia una situazione di sovraffollamento: « A Pontedecimo sono ospitate 90 detenute, laddove la struttura ne potrebbe contenere al massimo 45 – dice Pagani – E 85 uomini, per una disponibilità di 52. La popolazione detenuta è quasi il doppio della capienza regolamentare». Inoltre, anche a Pontedecimo si verifica una carenza d’organico nella polizia penitenziaria: sotto, dice Pagani, di 50 unità.
Il Secolo XIX 20/01/2010

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