Studenti e detenuti insieme sul palco dei Laboratori teatrali
Avanza il progetto dell’istituto Vittorio Emanuele Ruffini. Che verrà dotato anche di un nuovo teatro
GENOVA. Dopo oltre cinque anni di lavoro dedicato alla realizzazione di tanti progetti teatrali con i detenuti del Carcere di Marassi, pochi giorni fa, nel corso di una gremita conferenza stampa presso la Sala del Camino di Palazzo Ducale, il Direttore Salvatore Mazzeo, L’Assessora provinciale Milò Bertolotto, l’Assessore regionale Fabio Morchio, rappresentato per l’occasione dal Dott. Daniele Biello, il preside Nicolò Scialfa, il prof. Carlo Imparato e il regista Sandro Baldacci hanno presentato al pubblico una serie di importanti iniziative fra le quali, di particolare rilievo, la costituzione dell’Associazione Culturale “Teatro Necessario Onlus”, nata da pochi mesi con la finalità di gestire d’ora in avanti tutte le attività inerenti il teatro che si svolgeranno all’interno del carcere di Marassi, il nuovo spettacolo teatrale in preparazione per l’anno 2010.
Dulcis in fundo, il progetto, elaborato dall’architetto Vittorio Grattarola, per la realizzazione di un teatro dentro il carcere: un tendone foderato di legno dotato di tutto quanto necessario per fare spettacolo con una capienza di circa 150 persone ed un nome fortemente simbolico: Teatro dell’Arca.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato più volte come i Laboratori Teatrali Integrati, promossi all’interno dei corsi scolastici dell’Istituto Vittorio Emanuele II -Ruffini, assumano un alto valore formativo nel percorso di recupero dei detenuti, soprattutto in riferimento al modello adottato.
Tale modello, applicato dall’ equipe diretta dal regista Sandro Baldacci formata dal musicista Bruno Coli, dalla scenografa Laura Benzi e dal drammaturgo Fabrizio Gambineri, e già ampiamente collaudato sia a Genova nella scuola media fin dal 1997 che a Imperia, presso i centri diurni del territorio a partire dal dall’anno 2003, si prefigge lo scopo di creare opportunità di integrazione e di crescita personale per soggetti disagiati mediante la realizzazione di progetti teatrali aperti alla partecipazione di studenti universitari.
Tra il maggio 2005 e il febbraio 2009 la compagnia teatrale, formata dai detenuti della Casa Circondariale di Marassi e dagli studenti tirocinanti del corso di Laurea in DAMS della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Genova, ha già dato vita a tre spettacoli: “Scatenati” rappresentato nel maggio 2006 presso il Teatro Gustavo Modena, “Sono felice per te”, andato in scena nell’ottobre 2007 al teatro della Corte e portato perfino in tournee al Teatro Nuovo di Torino, e “Mahagonny” nel febbraio 2009 presso il teatro della Tosse. La prossima fatica, che andrà presumibilmente in scena nell’ottobre 2010, sarà ancora una volta un testo originale: si tratta di un musical ispirato ad una delle vicende eroiche più incredibili e forse meno conosciute del secolo appena trascorso: nell’anno 1914 una spedizione polare, al comando del capitano Ernst Shekelton, partiva con l’obiettivo di attraversare il continente antartico da est ad ovest ma, dopo pochi mesi l’Endurance, la nave su cui il manipolo d’uomini viaggiava, venne prima imprigionata e poi distrutta dai ghiacci polari. Da quel momento iniziò per gli uomini della spedizione un’avventura ai confini del possibile durata due anni prima del ritorno in patria.
Ma ciò che ha senza dubbio maggiormente colpito l’immaginazione del pubblico presente in sala è stata la presentazione del progetto, realizzato a titolo gratuito dall’architetto Vittorio Grattarola, per la costruzione del Teatro dell’Arca.
Si tratta di una struttura semplice, removibile e poco costosa ma che darebbe la possibilità, anche ai detenuti che non possono usufruire dei permessi necessari per recarsi in un teatro esterno, di seguire comunque le attività e non solo: anche il pubblico potrebbe accedere all’interno del carcere per assistere alle rappresentazioni creando così un significativo ponte conl’esterno.
Il nome: “Teatro dell’Arca”, quasi un simbolo di salvezza, forse un sogno dicono ma chissà.. c’è molta fiducia tra gli organizzatori che confidano nella possibilità di contributi affinché il sogno si realizzi.
Durante la presentazione dell’Associazione e dei progetti, alcuni detenuti hanno recitato alcune poesie scritte da loro stessi, accompagnati al pianoforte dal maestro Bruno Coli, emozionando ed emozionandosi a loro volta.
Mirella Cannata
docente dell’istituto Vittorio Emanuele II-Ruffini, Genova
Il Secolo XIX 19/01/2010

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