Morto il compagno Giorgio Garrè, dirigente storico Arci e fondatore dell’Ucca a Genova
I funerali si svolgeranno mercoledì 20/01 alle 11.45 presso la chiesa dei Diecimila Martiri Crocifissi, in via Canevari 34.
Giorgio Garrè, inventore del Cinema del Roseto, storico animatore dell’Arci Genova e figura di primo piano della vita culturale e cinematografica genovese, è mancato ieri a 78 anni.
Arci Genova e Arci Liguria si stringono intorno alla moglie Giovanna Boccalon Garrè per la perdita del compagno Giorgio. Ci mancherà la sua grande passione per il cinema e quel talento per capire cosa piace al pubblico in anticipo sui tempi.
Dal SecoloXIX:
Lui si definiva «uno che andava a caccia di cose». E nella sua vita di cose ne aveva cacciate tante, Giorgio Garrè, protagonista della vita culturale e cinematografica genovese fin dagli anni ’60. E’ mancato ieri a 78 anni, all’ospedale San Martino dove era ricoverato, quest’uomo alto e imponente inventore del Cinema del Roseto e del Premio Germi. Burbero solo in apparenza, in realtà gentile, disponibile, appassionato e testardo.
All’origine di tutto, l’amore per il cinema, che dalla Compagnia Unica dove lavorava come contabile lo porta a diventare uno dei protagonisti della vita culturale genovese, con coraggio, intuito e soprattutto quel talento per «capire cosa piace al pubblico» in anticipo sui tempi. Le tappe sono il teatro politico alla Chiamata del Porto, i gloriosi anni del Cinema nel Roseto, il lavoro nel direttivo dell’Arci e del Decentramento Culturale, il Premio Germi.
Il primo spettacolo fu un recital di Tino Buazzelli, una sfida vinta, portare il teatro nel tempio pagano dei portuali. Gli anni caldi della Sala Chiamata sono i ’60, Garrè riesce a far venire Dario Fo, poi Ivo Chiesa gli propone l’anteprima di “Cinque giorni al porto” di Squarzina e lui accetta subito.
Il cartellone della sala Chiamata va da “Madre coraggio” di Lina Volonghi ai “Due gemelli veneziani” di Lionello, poi Gaber, De Andrè, Volontè. Un successo.
Il ’78 è l’anno del Progetto Pasolini con Gassman in “Affabulazione”, incontri con Arbasino, Zanzotto, Laura Betti. Poi Garrè va in pensione, ma non si ferma. Nel 1982 inizia l’avventura del Cinema nel Roseto in collaborazione con Il Secolo XIX. Il primo film è “Il mondo nuovo” di Scola, nell’84 il festival è polivalente, vengono la Fracci, Gades, Astor Piazzolla che Garrè porta a cena da U Ruscin, Gigi Proietti, viene anche Sordi a presentare “Il marchese del grillo”. Nell’85 il grande salto, non più biglietti ad invito ma in vendita. Garrè azzecca anche questa mossa: 3000 persone per l’anteprima di “Pretty Woman”, e di nuovo 3000 per “Querelle” di Fassbinder. E poi la proiezione del primo film cinese a Genova, “Sorgo rosso” di Zhang Yimou, i primi film cubani, gli esordienti Lucchetti e Mazzacurati.
Nel ’94 l’edizione speciale del Pietro Germi, con la retrospettiva completa a vent’anni dalla morte.
Quando si metteva a raccontare, Garrè era un tesoro di aneddoti, di flash, di ricordi nitidissimi: «Moretti l’ho invitato un sacco di volte, mai venuto. Poi è arrivato a sorpresa l’anno che c’era Barbagallo, l’unica volta che non l’ho invitato. Rompiballe, ma siamo diventati amici».
Michalkov: «grande attore e mistificatore, si beveva fino alle tre di notte il “fuoco di Mosca”, champagne mescolato a vodka». Un legame speciale con Carlo Verdone: «Veniva sempre, anche se era in vacanza, partiva e arrivava, siamo rimasti amici». I fratelli Taviani: «indimenticabile, il vento fece volare via lo schermo».
Cambiano i tempi, il Cinema del Roseto chiude, e i genovesi lo rimpiangono ancora oggi. Come rimpiangeranno Giorgio Garrè, uno che amava il cinema, con semplicità ed efficienza, «uno che andava sempre in cerca di cose». E sapeva come trovarle.
Raffaella Grassi
Il secoloXIX

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