Sì del governo al piano carceri 21 mila nuovi posti entro il 2012
Sì del governo al piano carceri 21mila nuovi posti entro il 2012
E chi deve ancora scontare meno di un anno andrà ai domiciliari
Il premier: “Sessantamila detenuti in cella, situazione intollerabile”
ROMA – Stato d´emergenza per le carceri, il governo approva il piano Alfano. «Edilizia e pene alternative» fanno la ricetta del Guardasigilli, che annuncia nuove norme contro il sovraffollamento e l´introduzione di un nuovo istituto della “messa in prova”, solo per persone imputabili fino a tre anni.
Il governo ha dato via libera allo stato d´emergenza, Alfano ha illustrato il piano a Palazzo Chigi, ma l´esame nel dettaglio è previsto al prossimo consiglio dei ministri. «Saranno 18 i nuovi istituti da costruire che, assieme a 47 nuovi padiglioni e ad altri successivi interventi di edilizia penitenziaria, porteranno a un aumento di 21.709 posti e al raggiungimento di una capienza totale di circa 80 mila unità».
È stato raggiunto «il record di 64.670 detenuti, una situazione intollerabile», ha detto ieri Berlusconi. E per deflazionare le presenze, il ministro Alfano annuncia: «Saranno introdotte la detenzione domiciliare per chi deve scontare solo un anno di pena residua e la messa alla prova per persone imputabili fino a tre anni. Queste potranno svolgere lavori di pubblica utilità con conseguente sospensione del processo. Sono esclusi i reati gravi». È prevista inoltre l´assunzione di 2000 nuovi agenti penitenziari.
Lo stato d´emergenza, ha spiegato Alfano, durerà fino al 31 dicembre 2010, periodo entro il quale saranno costruiti 47 nuovi padiglioni utilizzando il modello adottato per il dopo terremoto a L´Aquila. «Si tratta di strutture temporanee in attesa dei nuovi istituti» e sorgeranno dentro le mura che circondano le case di detenzione. I finanziamenti individuati sono 500 milioni di euro già stanziati in Finanziaria e altri 100 milioni provenienti dal bilancio della Giustizia. A partire dal 2011 ed entro l´anno successivo, saranno realizzate altre carceri tradizionali e flessibili, con finanziamenti statali o privati.
Cala il segreto sulle procedure. I superpoteri conferiti al capo del Dap con la dichiarazione dello stato d´emergenza, consentono a Franco Ionta di avvalersi di consulenti esterni e di segretare le procedure di affidamento dei contratti pubblici. Ionta diventa commissario delegato, alla stregua della figura di Guido Bertolaso alla Protezione civile. «Il braccio operativo» con cui gestirà l´emergenza sarà la Protezione civile spa, società istituita per decreto la scorsa settimana.
Critiche dall´opposizione, dalle associazioni e dai sindacati degli agenti penitenziari. «Il piano del governo è un indulto mascherato – afferma Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera – perché sono ventimila i detenuti che devono scontare ancora un anno di pena. Torneranno in libertà e sarà difficile controllarli, con evidenti conseguenze per la sicurezza».
ELSA VINCI
La Repubblica 14/01/2009

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