Piano carceri: 80.000 posti e 2.000 agenti assunti

Annuncio del ministro Alfano: «Aumenteremo la capienza ampliando i penitenziari esistenti e costruendone di nuovi»

ROMA. Oggi in consiglio dei ministri il Guardasigilli Angelino Alfano chiederà lo stato di emergenza per le
carceri italiane e presenterà un piano straordinario per risolvere radicalmente la drammatica situazione degli
istituti di pena, soffocati da un endemico sovraffollamento e afflitti da larghi vuoti negli organici del personale di sorveglianza. In aula alla Camera Alfano ha fornito ieri alcune anticipazioni sulle linee di intervento messe a punto dal Dap, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
Tre i “pilastri” individuati. Primo: un piano di edilizia penitenziaria «che ponga il nostro Paese al livello delle
sue necessità», ovvero «ad un livello attorno agli 80 mila posti». Secondo: «Norme di accompagnamento che attenuino il sistema sanzionatorio per chi deve scontare un piccolissimo residuo di pena». Terzo: «Una politica del personale» che consenta l’assunzione di duemila nuovi agenti di polizia penitenziaria.
Il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, ha chiesto a Alfano di garantire che il governo non abuserà
dello strumento dell’ordinanza al posto dei normali strumenti legislativi.
Alfano ha replicato: «Lo stato di emergenza non è il preludio ad un abuso ma uno strumento di efficienza».
Alfano ha ricordato che sono già stati creati 1.800 nuovi posti letto e si è impegnato ad avviare nel 2010 il programma di interventi straordinari. «Intendiamo realizzare un numero di posti che ci consenta di tamponare l’emergenza», affiancando questo intervento urgente a «norme che deflazionino la presenza in carcere». Negli istituti di pena italiani sono detenute 65 mila persone,quasi 25 mila sono cittadini stranieri.
Il Sappe, il sindacato più rappresentativo del personale carcerario, aveva chiesto al governo di incrementare concretamente le espulsioni dei cittadini stranieri, previste per coloro che devono scontare una
pena inferiore ai due anni. Dai dati forniti dal Sappe si ricava che i detenuti stranieri provengono in larga parte da Marocco (5.233), Tunisia (3.206), Romania (3.136), Albania ( 2.857), Nigeria (1.135) e Algeria (1.053). Il sindacato ha espresso «apprezzamento» per il piano straordinario di Alfano, «in rapporto all’utilizzo delle procedure edilizie straordinarie e alla necessità di assunzione, sempre con procedure d’urgenza, di 2.000 agenti di polizia penitenziaria». Una cifra giudicata tuttavia insufficiente a fronte dell’aumento a 80mila posti della capienza complessiva delle carceri. Nettamente negativo invece il parere dell’associazione Antigone che si batte per i diritti dei detenuti: «Lo stato di emergenza delle carceri è reale ha commentato il presidente, Patrizio Gonella ma non è come prospetta il ministro Alfano che lo si risolve. I numeri dei posti letto che il ministro ha preannunciato sono un bluff: con 500 milioni in Finanziaria infatti non si riuscirà mai ad arrivare agli 80mila posti letto promessi. A fronte di una capienza regolamentare attuale di 43mila posti letto, se ne dovrebbero aggiungere 37mila. Con 500 milioni di Euro al massimo si avranno 5mila nuovi posti letto dato che, secondo le stime del Dap, un carcere di200 posti letto costa in media 20 milioni». Carceri galleggianti e carceri assemblabili con moduli prefabbricati erano state indicate come soluzioni realistiche per risolvere rapidamente il problema.

RENZO PARODI
Il Secolo XIX 13/01/2010

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