Immigrati, alta tensione nelle carceri genovesi

Allarme sovraffollamento: tentati suicidi e aggressioni agli agenti

L’ULTIMO episodio è di ieri a mezzogiorno. Un detenuto marocchino ha spaccato a metà un rasoio e ha ingoiato la lametta. Ha rischiato di morire e solo l’intervento degli agenti della polizia penitenziaria ha scongiurato il peggio, portandolo d’urgenza in ospedale. Poche ore prima un algerino aveva demolito la sua cella in piena notte, costringendo le guardie al trasferimento al centro clinico per detenuti del San Martino.
È alta la tensione nel carcere di Pontedecimo, dove da diversi giorni alcuni detenuti di nazionalità magrebina stanno dando vita a proteste violente e atti di autolesionismo, contro il sovraffollamento dell’istituto. Sulla carta sarebbe un carcere femminile. La necessità di nuovi spazi ha imposto alla direzione di riempire le celle singole con due e persino tre detenuti. Con i lavori in corso per l’adeguamento delle strutture. In aggiunta, dal primo gennaio la Asl ha abolito il servizio notturno di guardia medica, che serviva a intervenire nei casi più gravi, con la somministrazione di farmaci tranquillanti.
La denuncia è del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), che ha chiesto al direttore Maria Milano provvedimenti urgenti.
Gli ultimi dati disponibili, riferiti alla data del 31 dicembre scorso, parlano della presenza a Pontedecimo di 167 detenuti (il 53% dei quali extracomunitari) a fronte di 97 posti regolamentari e una carenza, negli organici di ben 58 unità. «Preoccupazione» per quanto avvenuto a Pontedecimo è stata espressa dal segretario generale aggiunto del Sappe, Roberto Martinelli, che ha preannunciato l’invio di una nota urgente sulle criticità del penitenziario ai vertici nazionali e regionali dell’amministrazione penitenziaria.
«Purtroppo non si ferma lo stillicidio di violenze e aggressioni ai danni del personale della polizia penitenziaria da parte di detenuti del carcere di Marassi». Lo denuncia il segretario ligure della Uil Pa, Fabio Pagani, spiegando che ieri sera «un detenuto magrebino ha aggredito senza motivo alcuno l’ agente che accompagnava l’infermiera nel giro di distribuzione delle terapie». L’agente, «colpito da schiaffi, pugni e sputi, ha riportato ferite guaribili in otto giorni» ha detto ancora Pagani. «Anche a Pontedecimo si registra un preoccupante innalzamento della tensione e dell’aggressività – ha aggiunto -. Nella notte dell’Epifania un detenuto è andato in escandescenze e ha distrutto la propria cella».
Salvatore Mazzeo, direttore del carcere di Marassi: «Eravamo a quota 720 detenuti, nel giro di una settimana ne sono arrivati altri trenta, una media di cinque al giorno. Lo sfollamento di fine anno è stato ormai più che compensati per via dei continui invii da altri istituti e delle decisioni del tribunale di sorveglianza. Le condizioni sono critiche e non lo si può nascondere. In una situazione simile è facile che i reclusi strumentalizzino ogni piccola scintilla per manifestare la propria insofferenza. Stiamo tenendo la situazione sotto controllo, nonostante la situazione sia proibitiva».Il Secolo XIX  10/01/2010

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