Detenuti al lavoro nei parchi
genova, lavori utili per chi sconta una pena
Ok del ministero alla proposta partita sulla scia del degrado degli storici giardini di Nervi
Sì ai detenuti nei parchi. La proposta lanciata ieri dal Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria), che a sua volta aveva preso spunto dalla situazione di abbandono in cui si trovano le ville di Nervi, ha immediatamente colto nel segno. Dal Dipartimento amministrativo penitenziario, che fa parte della struttura del ministero di Grazia e Giustizia, arriva il via libera: «Abbiamo già fatto iniziative analoghe in altre città e comuni italiani, comprese le città di Roma e Milano. Dunque non ci sono problemi a organizzare l’operazione anche sotto la Lanterna. C’è piena disponibilità da parte del ministero», dichiara Luigi Locascio, ispettore dirigente del dipartimento che da qualche anno si occupa proprio di questa attività che punta a un doppio obiettivo: rispondere alle esigenze di cura di aree urbane (solitamente giardini e parchi) e dare ai detenuti la possibilità di espiare la pena anche con un primo reinserimento nella comunità sociale.
A lanciare la proposta, accolta a tempo di record, era stato Roberto Martinelli, genovese, segretario generale aggiunto del Sappe: «In analogia a quanto già avvenuto in altre città d’Italia, si potrebbero impiegare anche a Genova i detenuti in progetti per il recupero del patrimonio ambientale, occupandosi, ad esempio, della cura degli alberi dei Parchi di Nervi e degli altri parchi della città, della pulizia dei greti dei torrenti e delle spiagge della nostra provincia, molte di queste ultime falcidiate dalle recenti mareggiate». Il via libera del ministero trova completamente d’accordo anche il Comune di Genova, cui spetterà il compito di chiedere al dipartimento penitenziario la possibilità di attuare l’iniziativa: «Non solo sono d’accordo, ma posso dire che in parte abbiamo già avviato qualcosa di simile, in relazione all’attività di prevenzione antincendio, in programma per la prossima primavera – dice Francesco Scidone, assessore alla sicurezza – con il responsabile del carcere di Marassi abbiamo firmato un’intesa che coinvolgerà quindici detenuti, occupati sulle alture della città per ripulire i boschi». E per i parchi urbani? «Dico di sì fin da adesso, anche se dovrà essere il ministero a trovare le risorse. Ma, visto che da Roma è già arrivato un via libera, non penso che ci saranno problemi. Spero di incontrare più presto i responsabili del ministero di Giustizia».
L’attivazione sul territorio nazionale di iniziative inerenti la promozione del lavoro è diventato obiettivo primario che l’amministrazione penitenziaria persegue al fine del coinvolgimento consapevole e responsabile dei soggetti in espiazione di pena in attività lavorative volte all’integrazione e al reinserimento nella comunità sociale: «Tutto questo nella convinzione che il lavoro è uno degli elementi determinanti su cui fondare percorsi di inclusione sociale – aggiunge Martinelli – impiegare i detenuti in progetti di recupero del patrimonio ambientale e in lavori di pubblica utilitàè una delle richieste “storiche” del sindacato, motivata dalla necessità concreta di dare davvero un senso alla pena detentiva. I detenuti hanno prodotto danni alla società? Bene, li ripaghino mettendosi a disposizione della collettività ed imparando un mestiere che potrebbe essere loro utile una volta tornati in libertà. Oggi sono pochissimi i carcerati che lavorano nei penitenziari: la maggior parte oziano tutto il santo giorno. E allora, se è vero, che il lavoro è potenzialmente determinante per il trattamento rieducativo dei detenuti, perché non provare a percorrere anche questa strada? E perché non farlo anche a Genova».
Come detto, già in altre città sono operative iniziative analoghe. L’ultima è stata organizzata a Roma all’Immacolata: per una quarantina di detenuti di Rebibbia è stato all’insegna della “libertà”, fatta dell’impegno a ripulire il Foro di Cesare e il parco della Caffarella. Affiancati da operatori ecologici e sotto l’occhio vigile degli agenti penitenziari, hanno ripulito le aree da rovi e immondizia varia. A Milano, a metà dicembre, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e l’amministratore delegato di Expo 2015, Lucio Stanca, hanno firmato un protocollo che prevede il coinvolgimento di un centinaio di detenuti delle carceri lombarde per il mantenimento della pulizia in occasione dell’evento meneghino. Genova potrebbe essere la terza grande città a sfruttare l’occasione.
Edoardo Meoli
Il Secolo XIX 9/01/2010

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