Appello Internazionale per la Gaza Freedom March

COME PARTECIPARE ALLA MARCIA ANCHE DA LONTANO Diffondi questo materiale con i mezzi a tua disposizione (inviando mail, pubblicando su siti, blog e social network, stampando questo materiale per distribuirlo come volantino, contattando i mezzi di informazione raggiungibili). L'appello che promuove la Gaza Freedom March e tutte le informazioni si trovano sul sito del Comitato Organizzatore statunitense www.gazafreedommarch.org (in inglese), o su quello di Action for Peace www.actionforpeace.org/gfm-eccp.html (in italiano) . Proponi alle persone che conosci o che puoi raggiungere di abbracciare da lontano la popolazione di Gaza partecipando a distanza alla Gaza Freedom March: basta una firma on-line sulla lettera aperta/petizione che trovate a questo indirizzo http://www.petizionionline.it/petizione/stop-assedio-gaza/382 Invieremo tutte le firme agli organizzatori della Marcia e al Comitato Organizzatore di Gaza. >Diffondi e condividi il video ufficiale della Marcia che si trova su You Tube alla pagina http://www.youtube.com/watch?v=5PVFRO4HeL0 Invia i tuoi i auguri di buon anno utilizzando la mail con il logo grafico "SOS GAZA, STOP ASSEDIO" che trovate sul sito www.arci.it Contribuisci al patchwork di simboli e immagini grafiche che la delegazione italiana porterà a Gaza, inviando la tua elaborazione grafica a agazaconamore@gmail.com

L’Arci ha aderito con convinzione alla  Gaza Freedom March del primo gennaio, sostenendola anche con iziative in Italia (vedi box all’interno), bloccata con ragioni pretestuose dal governo egiziano. Dopo tre giorni di veglie e dimostrazioni al Cairo, infatti, il Comitato Coordinatore della Gaza Freedom March e molti contingenti (tra cui quello Francese, Scozzese, Canadese, SudAfricano, Svedese e dello Stato di New York,U.S.) hanno rifiutato l’offerta di Suzanne Mubarak di consentire solo a 100, dei 1.300 delegati, di entrare a Gaza. Guarda il documentario di Stefano Savona,girato a Gaza tra il 27/12/08 e il 18/01/09

arcipergazabis

“Rifiutiamo categoricamente l’offerta Egiziana di un gesto simbolico. Rifiutiamo continuare a coprire l’assedio di Gaza. Il nostro gruppo continuerà a lavorare per consentire a tutti i 1.362 partecipanti alla Marcia di entrare a Gaza, come primo passo verso l’obiettivo finale che è quello di far cessare completamente l’assedio e liberare la Palestina” afferma Ziyaad Lunat , membro del Comitato Coordinatore della Marcia.

La Gaza Freedom March è stata organizzata per attirare l’attenzione sul primo anniversario dei 22 giorni di assalto Israeliano, che ha ucciso più di 1.400 Palestinesi, e ferito più di 5.000. Nonostante l’invasione sia tecnicamente terminata, gli effetti sulla popolazione sono solamente peggiorati negli ultimi 12 mesi. Non è consentito l’ingresso a Gaza al materiale da ricostruzione e più dell’80% degli abitanti di Gaza dipendono attualmente dalla beneficienza per mangiare.

I partecipanti alla Marcia avevano programmato di entrare a Gaza attraverso il valico Egiziano di Rafah, il 27 dicembre, per unirsi a circa 50.000 Palestinesi residenti e marciare verso il valico di Erez in Israele per chiedere pacificamente la fine dell’assedio. Invece, il governo Egiziano del Presidente Hosni Mubarak ha annunciato, solo qualche giorno prima che centinaia di delegate iniziassero ad arrivare al Cairo, che non avrebbero consentito alla Marcia di proseguire. Citando la tensione crescente ai confini. Quando i partecipanti alla marcia hanno dimostrato contro la decisione, il governo si è incrinato, utilizzando spesso poliziotti antisommossa pesantemente armati per circondare e intimidire i partecipanti alla Marcia non violenti. La decisione dell’Egitto di lasciar entrare solo 100 persone a Gaza dimostra che la motivazione della “sicurezza” è falsa.


Gli Stati Uniti, l’Unione Europea, e il resto della comunità internazionale ne sono complici. La legge è chiara. La coscienza dell’umanità è scossa. Eppure, l’assedio di Gaza continua. È giunto il momento di agire!

Il nostro scopo in questa marcia è rompere l’assedio di Gaza. Chiediamo che Israele ponga fine al blocco. Chiediamo anche all’Egitto di aprire la frontiera di Gaza a Rafah. I palestinesi devono avere la libertà di viaggiare per motivi di studio, di lavoro, e di cura e anche di ricevere visitatori provenienti dall’estero.
Essendo noi una coalizione internazionale, non spetta a noi sostenere una soluzione politica specifica a questo conflitto. Eppure la fiducia nella nostra comune umanità ci spinge a chiedere a tutte le parti di rispettare e sostenere il diritto internazionale e i diritti umani fondamentali per porre fine all’occupazione militare israeliana dei territori palestinesi del 1967 e per perseguire una pace giusta e duratura.
La marcia potrà avere successo soltanto se risveglierà la coscienza dell’umanità.
Vi invitiamo tutti ad unirsi a noi.
La Coalizione internazionale per la fine dell’assedio illegale di Gaza

www.gazafreedommarch.org

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