Financial Times: Minareti, la Lega Nord si fa pubblicità per le regionali

Minareti, la Lega Nord si fa pubblicità per le regionali
di Elysa Fazzino

01 dicembre 2009
Roberto Calderoli (Ansa)
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No ai minareti, sì ai crocifissi: secondo il Financial Times, la Lega Nord sta già lavorando per le elezioni regionali.
In un articolo intitolato «Gli svizzeri cercano di smussare la tensione dopo il voto sui minareti», il quotidiano britannico riferisce che Roberto Calderoli ha proposto di fare un referendum nazionale per vietare i minareti anche in Italia. Un altro esponente leghista – Roberto Castelli, ndr – ha proposto di mettere la croce cristiana sulla bandiera italiana, continua il Ft, per combattere quelle che ha chiamato «tendenze pro-musulmane». «Mentre probabilmente nessuna delle due proposte avrà successo», nota il quotidiano, «la pubblicità ottenuta servirà al partito per cementare la sua immagine prima delle elezioni regionali della prossima primavera».

Il Financial Times ricorda che Calderoli scatenò disordini letali in Libia, nel 2006, dopo avere indossato una maglietta che prendeva in giro il Profeta Maometto. Lo stesso Calderoli, ricorda il Ft, ha minacciato di far scorazzare un maiale sul terreno proposto per la costruzione di una moschea.
Il referendum svizzero – nel quale il 57,5% dei votanti ha scelto di vietare la costruzione di minareti – ha galvanizzato i partiti «populisti» d’Europa: i partiti di estrema destra in Francia, Austria e Belgio hanno chiesto ai rispettivi governi di imporre un divieto analogo. In Italia, si è distinta la Lega Nord, «che ha una posizione dura contro l’immigrazione».

La proposta di Calderoli rimbalza anche sul sito del Nouvel Observateur, che gli dà la pergamena della «semplificazione populista» per la sua frase: «La Svizzera ci manda un segnale chiaro: sì ai campanili, no ai minareti». Il giornale francese cita anche Riccardo De Corato, deputato del Pdl e vicesindaco di Milano, secondo cui la Svizzera «ha dato una lezione all’Italia, in particolare ai militanti di sinistra» che, se ci fosse stata un’iniziativa del genere in Italia, «sarebbero saliti sulle barricate e avrebbero gridato allo scandalo». Registrata anche la reazione soddisfatta del presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan. Invece, sottolinea il Nouvel Obs, il Vaticano parla di «colpo per la libertà religiosa e l’integrazione», mentre l’Onu vede «una discriminazione evidente».
01 dicembre 2009

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