Nazionalità per gli stranieri in calo?

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Ue, in calo le concessioni di nazionalità: Italia diciannovesima

 

Eurostat: quasi 700 mila persone hanno acquisito nel 2007 la cittadinanza di uno Stato membro. La maggior parte viene dal Marocco (8,5%) e dalla Turchia (7,9%). Si registra un rallentamento che ci riporta a prima del 2004

BRUXELLES – Secondo gli ultimi dati resi noti oggi da Eurostat, l’Istituto statistico della Comunità Europea, quasi 700.000 persone hanno acquisito nel 2007 la cittadinanza di uno Stato membro dell’Ue. Provengono innanzitutto dal Marocco (8,5%) e dalla Turchia (7,9%), ma anche dalla Serbia (3,5%), dall’Algeria (3,4%) e dall’Ecuador (3,3%). Principalmente Rumeni (2,3%) e Portoghesi (1,4%) i “nuovi cittadini” con già in tasca un passaporto Ue. Lo scorso anno l’Eurostat aveva parlato di “un fenomeno in lenta ma costante crescita”: 483.000 “nuovi cittadini comunitari” nel 1998, 647.000 nel 2003, 710.000 nel 2004, 735.000 nel 2006. Ora si registra invece un rallentamento, che ci riporta a prima del 2004. L’acquisizione della cittadinanza nel paese di residenza è un fenomeno che riguarda non soltanto i migranti in senso stretto, ma anche i loro discendenti nati nel paese d’accoglienza. In numerosi Stati membri, infatti, la nazionalità di un bambino è determinata dalla nazionalità dei suoi genitori piuttosto che dal suo luogo di nascita.

Si tratta davvero di un’invasione? Tenendo conto della popolazione totale di ciascuno Stato membro, le nuove concessioni di nazionalità rappresentano appena lo 0,14% della popolazione. Ma anche considerando soltanto gli stranieri residenti il dato complessivi dell’UE27 resta piuttosto basso: soltanto il 2,4% degli stranieri che vivono e lavorano sul suolo dell’Ue hanno infatti potuto ottenere nel 2007 la nazionalità del paese di residenza (2,6% nel 2006). Stando ai dati 2007, sembrerebbe che il fenomeno dell’acquisizione di nuove cittadinanze, oltre ad un sensibile rallentamento, tenda a redistribuirsi più equamente. Diminuiscono infatti le distanze tra i paesi con più alte e più basse percentuali di nuovi cittadini ed emergono i nuovi paesi dell’allargamento, ossia quelli entrati a far parte dell’Ue nel 2004 e nel 2007.

Rispetto alla popolazione di ogni Stato membro, il numero più elevato di nazionalità accordate è stato registrato in Svezia (3,7 concessioni di nazionalità per 1.000 abitanti), Lettonia (3,6), Cipro (3,5), Belgio (3,4) e Grecia (3,2). L’Italia si situa soltanto al 19° posto della graduatoria, con 0,8 concessioni di nazionalità per 1.000 abitanti, esattamente come Slovacchia, Ungheria e Bulgaria. Meglio di un anno fa, quando eravamo il 21° paese (0,6). In ogni caso, restiamo saldamente sotto la media Ue, che ora è di 1,4 ogni 1.000 abitanti..
Mettendo invece in relazione il numero di concessioni di nazionalità in un determinato paese con la quantità di stranieri residenti, le più alte concentrazioni di nuove concessioni si registrano in Svezia (69 per 1.000 residenti stranieri), in Ungheria (50), in Slovacchia (46), nel Regno Unito (45), in Olanda (45). Anche in questo contesto, con appena 15 concessioni di nazionalità ogni 1.000 stranieri residenti, l’Italia si posiziona molto in basso, al 18° posto. Come l’Italia anche Germania e Spagna; I tassi più bassi sono stati invece registrati in Romania (1,2 per 1000).

La Germania, da sola, ha assegnato il 52% delle nazionalità acquisite dai Turchi, il 50% di quelle acquisite dai Polacchi e il 43% di quelle acquisite dai Serbi (incluso il Kosovo). La Francia il 47% di quelle acquisite dai Marocchini e l’87% di quelle acquisite dagli Algerini. La Spagna il 92% degli Ecuadoregni e il 75% dei Colombiani. L’Ungheria il 37% dei Rumeni. “Dato non disponibile” invece per l’Italia. Gli italiani, però appaiono in testa alle classifiche, non cxome paese di accoglienza ma come “migranti con nuova cittadinanza”, in 4 paesi europei: Belgio, Lussemburgo, Malta e Slovenia.

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