|mu|mù musica nei musei

MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA di VILLA CROCE
Domenica 22 novembre – Ingresso libero – dalle 15.00 alle 18.30

| mu | mù ? musica nei musei è un evento pensato per portare i giovani a contatto con le arti figurative contemporanee, attraverso la filosofia del club e del live show. L’edizione di domenica 22 novembre, la quindicesima, vedrà come protagonisti musicali, i Vessel, un progetto collaterale di due membri dei Giardini di Mirò, Matteah Baim, cantautrice newyorkese e gli svedesi Jeniferever. Inoltre a presentare i loro nuovi lavori, abbiamo chiamato due importanti formazioni genovesi, i Dresda e i Japanese Gum. Nel corso degli anni | mu | mù è diventato un appuntamento fisso della rinascita culturale genovese, ed è stato selezionato dalla Japan Foundation e dal British Council, per partecipare ad un incontro fra gli operatori europei del settore che si è tenuto nel novembre 2005 nella città di Yokohama.

Questo progetto è nato con l?idea di occupare spazi normalmente utilizzati per altri scopi, nella fattispecie da istituzioni museali, di entrare rumorosamente nelle strutture storicamente più rappresentative della cultura elitaria, con cultura e arte sì, ma dell?intrattenimento pop.

Corrado Nuccini ed Emanuele Reverberi, membri di una delle più note band dell?indie rock italiano, i Giardini di Mirò appunto, accompagnano Alessandra dei Pitch attraverso le rotte di questa nuova avventura musicale. Il loro repertorio si confronta a tutto campo con la musica d?autore, il folk, la psichedelica e la new wave.

Matteah Baim, pittrice e musicista di New York, ha referenze a dir poco eccezionali: è infatti amica e collaboratrice di Devendra Banhart, titolare con Sierra Casady (Cocorosie) del duo Metallic Falcons e ha aperto di recente i concerti americani di Antony & the Johnsons. Ma al di là di questo ha colpito la disarmante bellezza del suo ultimo lavoro solista “Laughing Boy”, accolto ovunque con ottimi riscontri critici.

Gli svedesi Jeniferever, giunti con ?Spring Tides? al secondo album, descrivono una musica aperta sia alla melodia che all?esplosione emotiva, con un substrato di chitarre che caratterizzano la sostanza sonora, con le tastiere delicate nell?intrecciarsi alla voce di Kristofer Jonson.

I retaggi post rock regalano concretezza alla band, anche se il suono, all?impatto, può sembrare freddo e flemmatico, segnato da una malinconia sfuggente. Si potrebbe descrivere come nordica, vista la carta d?identità, ma i Jeniferever vanno ben oltre i confini geografici e di catalogazione.

| mu | mù ? musica nei musei si collega alla mostra presente a Villa Croce.

La mostra ?Cosi vicina, cosi lontana. Arte in Albania prima e dopo il 1990?, realizzata dal Museo di Villa Croce in collaborazione con la Galleria Nazionale d?Arte di Tirana, ha l?intenzione di mettere in evidenza, attraverso una campionatura di opere d?arte realizzate dagli anni ?70 ad oggi, le trasformazioni sociali, politiche e culturali di un paese che ha vissuto per lunghi anni una situazione di isolamento internazionale e di autarchia economica e culturale.

Sono esposte, insieme a confronto, opere di artisti del realismo socialista appartenenti alle collezioni della Galleria Nazionale di Tirana e opere di artisti del contesto artistico di oggi, caratterizzato da una intensa vivacità e da una dinamica propensione a rapportarsi con lo scenario internazionale, seguendo il filo rosso di alcuni temi – il lavoro, la città, la piazza, il patriottismo e il ruolo dei media, l?educazione scolastica, la condizione della donna e la vita di copia, il volto del potere e il ruolo dell?artista – che sono stati in ampia misura i temi classici della propaganda di regime, ma sono anche i temi della vita quotidiana di oggi, inesorabilmente mutati di segno, dall?ottimismo acritico del passato ad una riflessione sulle incertezze dell?oggi che di volta in volta sceglie il registro della smitizzazione e dell?ironia o quello di una rappresentazione problematica della realtà.

A concludere il programma di questa puntata di | mu | mù, celebriamo i 30 anni di attività di Almanacco, il primo negozio di vestiti usati della città, in Via Macelli di Soziglia.

Aperto dal 1979, rientra decisamente nella categoria dei miti genovesi. Rappresenta, per chi lo frequenta, un modo per travestirsi, oltre che vestirsi, come con un costume di scena quotidiana.

Proprio per questo la clientela di Almanacco risulta assolutamente eterogenea: giovani disorientati, modaioli, appassionati filologi del look vintage, rispettabili signori da ufficio e signore da boutique, ognuno a ricercare il proprio pezzo ?unico?, visto che non esistono, come in un negozio ?normale?, modelli e taglie, ma solo vestiti diversi l?uno dall?altro.

Chiediamo a coloro che possiedono un capo acquistato da Almanacco, di indossarlo in occasione di | mu | mù, per venire immortalati nella galleria fotografica dei clienti ?doc? dello storico negozio genovese.

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