Disagi negli istituti penali

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I magistrati: “Cresce il disagio psichico negli istituti penali minorili”

 

 

L’Aimmf, associazione nazionale magistrati per i minorenni e per la famiglia lancia l’allarme all’indomani del suicidio del 17enne marocchino. “Il carcere ha uno spazio eccessivo come risposta alla devianza”

MILANO – Sovraffollamento, tensioni fra detenuti e con il personale penitenziario: negli istituti penali minorili si è creata una situazione “che desta preoccupazione sotto vari profili”. Gli addetti ai lavori assistono a un “incremento anche delle forme di disagio psichico, dell’aggressività verso sé stessi e verso gli altri, come avvenuto anche in recenti episodi riportati dai media”. L’allarme dell’Associazione nazionale magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf) viene lanciato all’indomani del suicidio di un diciassettenne marocchino rinchiuso nel carcere minorile di Firenze.

Il documento elaborato dall’Aimmf denuncia poi frequenti violazioni del principio di territorialità dell’esecuzione della pena (soprattutto ai danni dei minori stranieri), l’inasprimento delle pene detentive per alcuni reati e la preclusione di alcuni benefici carcerari in modo indiscriminato anche per i minorenni. “Riteniamo poi -si legge nel comunicato- che il carcere abbia uno spazio eccessivo come risposta alla devianza e al disagio dei minorenni”. Deve essere quindi data priorità a misure non detentive e basate sulla comunità, che abbiano un obiettivo educativo e riparativo. L’Aimmf lancia quindi un appello alle forze politiche e al Parlamento affinché “si proceda al più presto alla realizzazione di una riforma del sistema sanzionatorio per i minorenni e all’approvazione di un ordinamento penitenziario minorile. L’introduzone di sanzioni sostitutive e alternative alla detenzione, la realizzazione di strutture detentive e comunitarie di dimensioni ridotte con la presenza di adeguato personale educativo specializzato”.

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