Carceri Minorili:Strutture aperte e assistenza
Il garante dei detenuti fa appello al comune di Firenze affinchè attivi “assistenze sociali ad hoc in grado di prendere in carico i ragazzi disagiati”
FIRENZE – Secondo Franco Corloene, garante dei detenuti del comune di Firenze, è necessario “pensare soluzioni alternative per i giovani che si macchiano di piccoli reati come furti o spaccio”. “Serve più coraggio – dice Corloene all’indomani del suicidio del 17enne marocchino nell’istituto minorile fiorentino Meucci – Serve una struttura aperta e non il microcarcere che scimmiotta quello per adulti”. Ecco perché Corleone lancia un appello al comune di Firenze affinchè attivi “assistenze sociali ad hoc in grado di prendere in carico questi ragazzi disagiati”. “Non dobbiamo solo interrogarci sulle morti in carcere – spiegano i responsabili dell’associazione Ristretti Orizzonti – ma anche sul senso di un uso della galera come parcheggio per tutto quello che ci dà fastidio. Le carceri oggi sono per lo più luoghi senza speranza, e allora può succedere anche che ci si uccida a diciassette anni. Le soluzioni ci sono, basta avere il coraggio di andare controcorrente, e cominciare a pensare a pene diverse dalla galera, invece di continuare a contare i morti e a fingere che queste carceri possano farci sentire più sicuri”.

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