Movida Genovese, cambiano le regole
Il secolo XIX 10/11/2009
Francesco Margiocco
DOPO le polemiche scatenate
dall’ordinanza ancora
in vigore sulle
chiusure anticipatedei locali in
centro storico, il Comune passa ora
allalinea”soft”.«Ci doteremo presto
di nuove regole, che non colpiranno
più tutti indiscriminatamente. Ma
che puniranno soltanto chi sgarra».
Lo ha annunciato ieri l’assessore comunale
alla sicurezza Francesco
Scidone, al termine di una vivace assemblea
con i rappresentanti delle
categorie interessate: esercenti, residenti
e fruitori del centro storico.
La futura ordinanza (che sta già
suscitando reazioni positive: si veda
l’articolo qui accanto) si basa su un
principiosemplice: chi sbaglia,paga.
Chi disturba il vicinato, verrà sanzionato
con un’ammenda o addirittura,
sepersevera, verrà costretto ad
abbassare le serrande prima
dell’orario di chiusura. «Ci baseremo
spiega Scidone su un protocollo
d’intesa del 2002 mai applicato.
Il punto fondamentale è che i
gestori saranno responsabili del
comportamento dei clienti anche
all’esterno del locale, un’altra regola
potrebbeesserequelladinonservire
dabereachinonconsumanel locale,
ma vanno ancora definite nello specifico ».
Incasodi schiamazzi segnalatidai
residenti, il Comune avvertirà le associazioni
di categoria che a loro
volta richiameranno il gestore del locale.
Se i problemi dovessero continuare
dopo una settimana interverrà
la polizia municipale con una
sanzione amministrativa, che secondo
indiscrezioni trapelate ieri da
Palazzo Tursi potrebbero oscillare
tra i 500 e i 1.000 euro. E se dopo
un’altra settimana non fosse cambiato
niente si arriverà alla chiusura
anticipata del locale per un certo periodo
di tempo (indicativamente
una settimana). «Il tutto dovrebbe
entrare in vigore dice
Scidone entro la metà del prossimo mese».
Il 15 dicembre scade infatti l’attuale ordinanza
sulla movida, che ha
sospeso le deroghe agli orari di chiusuraecostrettotuttiibareristoranti
del centrostoricoa tirare giùle saracinesche
al più tardi, nei weekend,
alleduedinotte.«Quelle deroghe saranno
ripristinate, anche se andranno
un po’ riviste. Dovranno essere
tarate meglio, caso per caso»,
spiega l’assessore alla sicurezza.
Il Comune sta anche valutando
l’ipotesi di installare gabinetti chimici
nei vicoli. Un’ipotesi avanzata,
settimana scorsa, dal cosiddetto
gruppodiFacebookchesiergeaportavoce
dellamovida e ha raccolto, su
internet, 1.500 adesioni. «Stiamo
pensando dice Scidone a gabinetti
chimici,autopulenti,da installare ad
esempio in via San Bernardo e in
altri punti caldi. Costano parecchio,
circa 40mila euro l’uno, ma potremmo
farli rendere, sfruttandoli
come supporto per cartelloni pubblicitari
». Quello dei costi è uno dei
maggiori crucci di Francesco Scidone,
che ieri ha spiegato di essere
alla ricerca «di nuove risorse per aumentareicontrollinotturnidaparte
della polizia municipale». I vigili da
soli, però, non possono bastare.
«Serve uno sforzo maggiore anche
dapartedelleforzedell’ordine»,dice l’assessore.
«Ci impegneremo a trovare le risorse
assicura Scidone per garantire
la presenza notturna di due pattuglie
della municipale nel centro
storico. Bisogna invece chiedere
tutti insiemeallaPrefetturaunmaggior
impegno di forze di polizia,
anche se si deve fare i conti con un
problema di risorse».
Il piano di Scidone, che sarà presentato
ufficialmente venerdì in
commissione consiliare, divide già.
Piace ai gestori dei locali.Ma rischia
di scontentare molti residenti. Durante
la riunione di ieri, infatti, alcuni
rappresentanti di abitanti del
centro storico hanno chiesto di
mantenere eprolungare l’ordinanza
attuale. Ildibattito, insomma, sipreannuncia lungo.
FRANCESCOMARGIOCCO
margiocco@ilsecoloxix.it

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