Un decalogo toglie la sordina alla movida

Il Secoco XIX 29/10/09, di Daniele Grillo

Il comune imbocca la strada del dialogo – Scidone incontra abitanti e commercianti del centro storico: «Se tutti sottoscrivono il codice si può sospendere l’ordinanza»

TUTTI a “casa Scidone”, si rimette in discussione l’odiata ordinanza del coprifuoco obbligatorio e della movida alle ore 2. L’assessore alla Città Sicura ha invitato i fondatori di due gruppi anti-ordinanza spontaneamente formatisi su Facebook, le associazioni dei consumatori, quelle dei residenti e le associazioni di categoria dei commercianti. Il rendez-vous non nel suo appartamento privato – dove minacciano di andare a far bisboccia i goliardi frequentatori dei vicoli che si stanno esprimendo sul social network anche con uno spazio di discussione che si chiama “Movida Genova: dove andiamo alle due di notte, tutti a casa Scidone?” -, bensì nella sua casa politica di Tursi. L’assessore, stretto all’angolo dalle polemiche piovute senza sosta dopo la decisione di ritirare le deroghe agli orari di chiusura di decine di locali, si dichiara oggi disposto a collaborare. «Chiederò a tutti di firmare un decalogo di comportamento – dice – lo sperimentiamo per tre mesi, se va bene cancello l’ordinanza. Altrimenti, si torna a chiudere tutti alle due di notte».
E sì che la battaglia del popolo della notte si è fatta davvero agguerrita. Per il sei novembre prossimo in piazza De Ferrari scenderanno, presumibilmente, in molti. Il tam tam è stato affidato alla rete di Facebook da più di un gruppo pro-movida. Promosse anche le regole del gioco di quella che vuole essere una manifestazione pacifica. Primo: «mettere addosso qualcosa di nero: siamo in lutto per una città morta a causa delle politiche sociali del comune rivolte ad avvallare solo le volontà dei vecchi e mai disponibile ad ascoltare la nostra voce». Due: «portare strumenti musicali, di ogni tipo o lettori cd con altoparlanti, qualsiasi cosa che possa fare musica insomma, per ravvivare la piazza principale della nostra città, suonando, ballando, cantando e facendo festa come solo noi giovani sappiamo fare». Conclude: «E mi raccomando, che ognuno si porti qualcosa da bere se vuole naturalmente, ma questo non penso che ci sia neanche bisogno di puntualizzarlo!».
Il popolo dei vicoli, quello che li vuole vivere di notte e fino all’alba almeno nei fine settimana, sembra ingrossare ogni giorno che passa la sua indignazione. Contro la politica del Comune si schiera anche, sempre su Facebook ma limitandosi alla sua pagina personale, l’ex assessore al Centro Storico della giunta Vincenzi (dimessosi dopo lo scandalo di Mensopoli, dal quale è stato prosciolto) Massimiliano Morettini. Che scrive, riportando un’intervista del presidente Arci Gabriele Taddeo contro la politica del Comune: «beh sìè proprio l’ora di riflettere un po’ sul centro storico…».
La giunta – come è noto – ha deciso un mese fa l’applicazione rigorosa del divieto, senza “sforamenti”, ma in via sperimentale, fino al 15 dicembre. Quando le parti dovrebbero sedersi intorno a un tavolo per decidere come conciliare il diritto al riposo degli abitanti con l’esuberanza della movida. Scidone anticipa e convoca i fondatori dei gruppi di Facebook tra dieci giorni. E lancia l’idea di un percorso sperimentale di tre mesi a ordinanza ferma. In pratica per Natale e Capodanno si tornerebbe allo status quo, e ogni bar pub o circolo si ritroverebbe a chiudere nuovamente all’ora pattuita con deroga regolarmente concessa prima che arrivasse l’ultima ordinanza. A patto, però, che tutti coloro che sono stati convocati al tavolo dell’8 novembre firmino un decalogo di comportamento che valga su gestori dei locali e soprattutto sui frequentatori della movida.
«Spero anche che in questa occasione si acconsentirà, soprattutto da parte dei commercianti, a mettere sul banco qualche risorsa per avviare azioni di sensibilizzazione tra gli utenti», dice Scidone.
daniele grillo
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