RAPPORTO CARITAS: GLI STRANIERI PRODUCONO IL DIECI PER CENTO DEL PIL

Il Fatto Quotidiano, 29/10/09, di Giampiero Calapà
Gli stranieri regolari in Italia sono più di 4 milioni e mezzo. E la media europea in rapporto ai cittadini residenti (6,2%) è stata superata per la prima volta, addirittura di un punto percentuale ora al 7,2%. Così cambia l’Italia, con un ritmo che nell’ultimo anno si è attestato a un +13,4% di nuovi immigrati.

Il Dossier 2009 Caritas Migrantes svela un paese in cui 862.453 di bambini sono stranieri. Ovvero il 22% della popolazione immigrate. Una percentuale che supera di molto il rapporto minorenni-adulti fra gli italiani, il cui dato si ferma al 16,7%. Nonostante la crisi, crescono i lavoratori immigrati che oggi sono 2 milioni, quasi un decimo degli occupati a livello nazionale. Inoltre, gli stranieri contribuiscono all’economia della penisola per 134 miliardi di euro, ovvero circa il 10% del prodotto interno lordo. Per quanto riguarda l’immigrazione irregolare, il rapporto Caritas spiega che “non si tratta neppure di un cinquantesimo rispetto alla presenza di immigrati regolari in Italia”. E non basta. Il curatore del Dossier, Franco Pittau ha ammonito: “Non esiste in Italia un’emergenza criminalità dovuta agli stranieri. Il livello attuale, che si attesta a poco più di due milioni e mezzo di denunce, è pari a quello dei primi anni ’90, quando l’immigrazione di massa era all’inizio”. Gli stranieri, dice Pittau, non sono una comunità con un tasso di criminalità alta: la percentuale delle denuncie è la stessa degli italiani. La Caritas cerca di abbattere i luoghi comuni, tra cui l’equiparazione tra irregolare e delinquente “come dimostra il fatto che la metà degli attuali quattro milioni di residenti sono stati irregolari, come lo erano, fino al mese di agosto 2009, le 300.000 collaboratrici familiari prima della domanda di emersione”.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini, durante la presentazione del Dossier, ha rilasciato dichiarazioni che lo dipingono, ancora una volta, lontano anni luce da colui che firmò, insieme a Umberto Bossi, la legge sull’immigrazione del 2002. “Non si può continuare – ha detto ieri – a chiedere agli stranieri di pagare le tasse senza dargli il diritto di scegliere i propri rappresentanti”. E ancora, il presidente della Camera invoca “un pacchetto-integrazione. Perché sono sbagliate le scelte politiche che sottolineano soltanto l’aspetto della sicurezza: l’Italia non è razzista. Ma la xenofobia è l’anticamera del razzismo. E purtroppo ne abbiamo tanta”. S’illumina, alle parole di Fini, monsignor Schettino, che ribadisce la posizione della Cei: “la sicurezza nasce dall’integrazione”. E Fini va oltre, auspicando un accordo tra le forze politiche per la cittadinanza “almeno ai minori, non solo quelli nati qui. Msa anche ai bambini che ci vivono fin da quando erano piccolissimi”.

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