Affidi, Genova diventa modello si mobilitano anche gli stranieri
La Repubblica 29/10/09, di Michela Bompani
La città prima in Italia per il rapporto tra popolazione e bimbi ospitati dalle famiglie – “Presto saranno informatizzati tutti i servizi, lanceremo seminari e workshop”
Trecentoventi affidi familiari in corso: Genova è la prima città in Italia, se si calcola il rapporto tra il numero dei bimbi affidati e il totale della popolazione. Arriva terza, in termini numerici assoluti, dopo Roma e Torino.
Ecco perché Genova è diventata capofila del progetto nazionale “Un percorso nell´affido”, promosso dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali e dal coordinamento nazionale del Servizio affido. Lo annuncia l´assessore comunale alle Politiche sociali, Roberta Papi: «E´ un riconoscimento di cui sono molto orgogliosa – dice – il progetto si svilupperà per tutto il 2010 e probabilmente anche per parte del 2011: sarà informatizzata la mappatura di tutti i servizi di affido nazionale, organizzeremo seminari e workshop e una campagna di promozione nazionale dell´affido».
Genova è stata la prima città in Italia con Torino ad attivare, nel 2001, un servizio specifico di affido di neonati: prima i piccoli rimanevano in ospedale oppure venivano trasferiti in una struttura, adesso passano direttamente dal nido in corsia alla famiglia affidataria.
«Abbiamo 7-12 casi all´anno di questo tipo – spiega Liana Burlando, responsabile del Servizio Affidi del Comune – ci siamo occupati, dall´inizio del progetto, di cinquanta bambini, con risultati sorprendenti per il benessere dei piccoli».
Altra eccellenza genovese è l´affido omoculturale: il progetto è nato dall´Arci, che ha cominciato due anni fa a lavorare con le comunità straniere sul territorio. Così si sta creando una rete di famiglie di nuovi genovesi che ospitano piccoli della stessa cultura: «Sono già partiti due affidamenti, un bimbo ecuadoriano che abita in una famiglia ecuadoriana e un bimbo arabo accolto da un nucleo arabo – dice Silvia Melloni, responsabile del progetto “aggiungi un posto a tavola” dell´Arci – sono in fase di avvio altri due affidamenti e due abbinamenti sono appena stati richiesti». In totale, le famiglie immigrate che hanno seguito il corso per affrontare l´affidamento e sono state selezionate, a Genova, sono quindici. Ma è solo l´inizio. Anche perché solo il 14% dei bimbi in affido a Genova sono stranieri: «Perché c´era diffidenza – spiega Burlando – prima dell´inizio del meticoloso lavoro che l´Arci ha svolto direttamente con le comunità».
Proprio il tema dell´”Affido omoculturale in Italia: esperienze, prospettive, nodi critici” aprirà oggi alle 9.30 a Genova, all´Auditorium dell´istituto Nautico, a Calata Darsena, un seminario nazionale, aperto da Enrico Vesco, assessore regionale alle Politiche dell´immigrazione della Regione, Gabriele Taddeo, presidente di Arci Genova, Roberta Papi e Liana Burlando.
Nel pomeriggio, sempre all´Auditorium si aprirà il quarto seminario nazionale del progetto “Un percorso nell´affido”, dedicato al tema ‘Servizi, affido e autorità giudiziaria”, curato dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, dal Comune e dalla Regione, e proseguirà domattina. Sono attesi il capo dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del Consiglio, Roberto Marino e il sottosegretario di Stato, Eugenia Roccella.
(m. b.)

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