Le famiglie straniere, risorsa preziosa per favorire l’integrazione

A Genova partiti i primi due affidi di bambini stranieri a famiglie straniere della stessa cultura. Se ne è parlato giovedì 29 ottobre nel convegno “L’affido omoculturale in Italia: esperienze, prospettive, nodi critici” (Leggi il programma e gli articoli di Repubblica e Il Secolo XIX)

Le famiglie straniere come risorsa per promuovere l’integrazione. Questa l’intuizione su cui si fondano i progetti di affido omoculturale. Progetti che promuovono l’affido di minori stranieri a famiglie della loro stessa cultura, riconoscendo a chi ha sperimentato un percorso positivo di integrazione una capacità distintiva di sostenere famiglie e minori stranieri che stiano attraversando un momento di difficoltà.

A Genova, dopo due anni di lavoro e di formazione delle famiglie, sono partiti i primi due affidi (uno all’interno della comunità latino-americana e uno all’interno di quella arabo-musulmana) e altri due partiranno a breve.
L’esperienza genovese non è però la sola. In Italia, negli ultimi anni, sono stati avviati progetti sperimentali a Milano, Padova, Parma, Ravenna, Venezia. In alcuni casi (Genova, Milano) è stata promossa presso le comunità immigrate l’esperienza dell’affido famigliare, in altre città (Padova, Parma, Ravenna, Venezia) la sperimentazione ha riguardato l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati.
I cinque progetti nazionali sono raccontati in un libro “L’AFFIDO OMOCULTURALE IN ITALIA – Affido famigliare e accoglienza di minori stranieri non accompagnati in famiglie della medesima cultura di provenienza: il progetto ‘Aggiungi un posto a tavola!’ di Genova e altre esperienze italiane”. (Editrice Sinnos, pagg. 208, € 14) e verrà presentato  nell’ambito del convegno nazionale promosso dal progetto ‘Aggiungi un posto a tavola!’.
Nel corso del convegno, oltre alla presentazione dei cinque casi citati   si avrà modo di ascoltare il racconto di due mamme affidatarie sulla loro esperienza.
Il libro in breve
– Le famiglie straniere che hanno sperimentato un percorso positivo di integrazione nel nostro Paese conoscono molto bene le aspettative e i vissuti di un migrante, l’impatto dell’emigrazione sugli equilibri di una famiglia, le questioni legate alla crescita dei figli e alla loro integrazione. Ma conoscono anche bene la cultura italiana e hanno saputo costruire per se stessi e i figli modalità di vita che preservano le radici e insieme valorizzano il presente. Per questo motivo possono meglio di altri rappresentare un sostegno e una risorsa per altre famiglie migranti e per minori stranieri in difficoltà.
L’affidamento omoculturale si è rivelato una risorsa preziosa anche nel caso dell’accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Riconosciuto il fatto che raramente essi arrivano in Italia senza il contatto di una famiglia connazionale di riferimento, alcuni progetti hanno lavorato all’emersione di queste famiglie e al loro riconoscimento come famiglie affidatarie.
I progetti sperimentali avviati nelle diverse città hanno inoltre avviato forme di collaborazione inedite fra Pubblica Amministrazione e comunità migranti, producendo un importante scambio culturale che ha inciso anche sui processi e i metodi di lavoro.
Nel libro, un capitolo introduttivo di contesto che precisa il quadro normativo di riferimento dell’affido famigliare e ne delinea le prospettive di sviluppo consente di collocare il racconto dell’esperienza dei cinque progetti in un quadro di riflessione pedagogica e sociologica più generale sul valore dell’accoglienza di un minore in una famiglia della sua medesima cultura .
Info: Silvia Melloni – 328.96.14.443 – silvia.melloni@arcigenova.it

Il progetto ‘Aggiungi un posto a tavola!’ è promosso da Arci Genova, coop. sociale La Comunità, Coordinamento Ligure donne latinoamericane, Centro culturale islamico, Assocazione Al Mohammadia, con il sostegno della Fondazione Vodafone Italia, la partecipazione del Servizio Affidi del Comune di Genova e il contributo e patrocinio della Regione Liguria.

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