Informazione, all’Europarlamento bocciate le risoluzioni sul caso Italia

STRASBURGO – Con un voto a sorpresa il Parlamento europeo ha bocciato la risoluzione sulla libertà di stampa presentata dai gruppi del centrosinistra, che denunciava anomalie nel sistema di informazione in Italia e accusava il governo Berlusconi di fare pressioni sui media italiani ed europei. Il no alla risoluzione è prevalso per tre soli voti: infatti, su 686 votanti, 335 sono stati i favorevoli, 338 i contrari e 13 gli astenuti.

Poco prima era stata bocciata, con 322 voti contrari, 297 favorevoli e 25 astenuti, anche una risoluzione del centrodestra in cui si affermava che in Italia non c’è nessuna minaccia alla libertà di stampa. Al centro dell’argomentazione, le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che invitava a non usare Strasburgo come “istanza di appello” delle decisioni nazionali.

Il voto è stato fortemente voluto dagli eurodeputati dell’opposizione (Pd e Idv). L’assemblea di Strasburgo si è spaccata tra destra e sinistra, e ogni schieramento rinvia all’altro la responsabilità della rottura. Il Ppe, per voce del presidente del gruppo Joseph Daul, aveva chiesto fin dall’inizio, di “non farne un caso Italia ma una questione europea”.

Gli eurodeputati del Pdl, guidati da Mario Mauro, hanno accusato pubblicamente il gruppo Socialista e Democratico al Parlamento europeo (S&D) di aver deliberatamente fatto fallire i negoziati con il Ppe per una risoluzione condivisa dell’assemblea di Strasburgo. Il gruppo Socialista e Democratico, secondo il Pdl, privilegerebbe l’obiettivo di arrivare a una “condanna morale” di Berlusconi invece di ottenere dalla Commissione europea il varo di una direttiva sul pluralismo e la concentrazione dei media nell’Ue.

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