Adesso Maroni chiede 50.000 euro di danni all’Arci per un comunicato del 2008

Dopo le denunce ai giornali d’opposizione, ora il governo se la prende con l’Arci, citata in giudizio dal ministro Maroni, la cui immagine e reputazione sarebbe stata danneggiata da una dichiarazione stampa del responsabile immigrazione Filippo Miraglia, rilasciata nel luglio del 2008.Era il periodo delle polemiche sulla schedatura nei campi rom, con la raccolta di impronte digitali ad adulti e bambini. L’Arci, che già si era opposta a questa misura discriminatoria e incivile, in particolare se praticata nei confronti di minorenni, denunciò nel comunicato cui si fa riferimento l’ulteriore schedatura che si imponeva nelle scuole, obbligando i dirigenti scolastici a inviare ai prefetti (cioè ai rappresentanti del ministro degli interni sul territorio) l’elenco degli alunni stranieri, specificando se rom o sinti.

A noi era sembrata una richiesta inutile (un elenco va già inviato al ministero dell’Istruzione) e razzista (cioè basata sulla razza, signor ministro!) come se la presenza di stranieri in una scuola andasse considerato un problema per l’ordine pubblico e quindi da segnalare ai prefetti, e meritasse un’attenzione particolare se alcuni di questi ragazzi fossero stati rom e sinti!

Siccome a noi non piacciono né il razzismo né le ingiustizie, abbiamo denunciato pubblicamente questa prassi e abbiamo fatto sapere cosa ne pensavamo.

Abbiamo leso la reputazione di Maroni? Di sicuro non noi, visto che ci siamo limitati a riferire di una disposizione del suo ministero. Probabilmente sono proprio i contenuti di queste disposizioni che non fanno bene alla immagine e alla reputazione del ministro.

Se poi volessimo essere maliziosi, potremmo anche far notare come la citazione sia stata spedita tre giorni dopo le contestazioni organizzate dall’Arci a Milano durante la Conferenza nazionale sull’immigrazione e notificata ai suoi dirigenti alla vigilia della grande manifestazione di sabato scorso. Pure coincidenze? E’ difficile pensare che dietro questa denuncia non ci sia una volontà di intimidirci per metterci a tacere, noi come altre fastidiose voci di dissenso. Ma dopo sabato non sarà così semplice. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per dire, insieme a noi, che le scelte del governo sull’immigrazione alimentano odio, discriminazione, ingiustizie, e che i diritti umani vanno garantiti, sempre e a tutti/e.

Oggi abbiamo un motivo in più per non temere le intimidazioni di Maroni: non è solo a noi che deve rispondere, ma a tutta quella piazza. Se altri argomenti non ne ha, provi a denunciarci tutti.

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