Marassi – Il carcere non lascia. Anzi raddoppia

Nel piano del governo una nuova struttura da 400 posti. Costo, 65 milioni

Sarà costruito in trenta mesi, ma si inizierà solo quando saranno trovati i soldi
La Repubblica, 16/10/09, di MASSIMO MINELLA

Marassi non si sposta. Anzi raddoppia. Nel nuovo “piano carceri” consegnato ieri dal governo, non si fa il minimo cenno al “trasferimento” di Marassi in altra sede, confermandone quindi l´attuale (e futura) collocazione, mentre si annuncia la nascita di una nuova struttura, un “carcere leggero” da quattrocento posti. Per realizzarlo saranno necessari trenta mesi. Ma il via al nuovo carcere scatterà solo quando saranno effettivamente reperiti i fondi necessari alla realizzazione dell´opera, stimati in 65 milioni di euro. E il finanziamento, specifica il documento, è «ancora da individuare».
L´ipotesi del trasferimento di Marassi in collina, ventilata con il precedente governo Prodi (l´allora Guardasigilli Clemente Mastella), viene così archiviata, almeno per il momento. Trova invece spazio una nuova realtà, appunto un “carcere leggero”, di “primo filtro”, che nelle intenzioni del ministro della Giustizia Angelino Alfano dovrebbe essere destinato alle detenzioni brevi che oggi sovraffollano le strutture ordinarie. Problema comune a tutto quanto il Paese, quest´ultimo, che non esclude quindi l´intera Liguria. Non a caso, nel piano si fa riferimento anche a un nuovo carcere a Savona, che potrebbe ospitare 265 reclusi contro gli attuali 45. L´impianto del governo, messo a punto dal direttore del Dap (Direzione amministrazione penitenziaria) Franco Ionta e che verrà ufficializzato nei prossimi giorni, ha però suscitato l´immediata reazione dei sindacati di categoria.
«Se è giusto garantire una collocazione dignitosa alle persone che devono restare in carcere, è altrettanto doveroso non pregiudicare la sicurezza – spiega Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Penitenziari al termine della riunione preparatoria del sciopero nazionale di tutte le forze di polizia, previsto per il 28 ottobre – Una sola domanda pongo al premier, anche se temo che la risposta non arriverà mai: con quale personale si intende aprire e gestire questo carcere leggero?»
Per Sarno, non è certo il piano carceri presentato ieri dal governo a far emergere tutte le incongruenze di Marassi, struttura che secondo il sindacalista «ha bisogno di una ristrutturazione profonda» (400 posti, 660 reclusi) e che «come carcere cittadino non ha più ragione di esistere». La sua vicinanza con lo stadio “Luigi Ferraris” rende poi la situazione ancor più complessa. Ma l´iniziativa del governo non ne prevede il “superamento” e quindi la convivenza durerà ancora a lungo.
Ancor più severo il giudizio del segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp Leo Beneduci. «Con un piano carceri così mal strutturato il governo non fa altro che mettere in atto l´ennesima operazione politico-mediatica, come quelle tanto gradite al nostro Presidente del Consiglio», oltre ad attuare «quel mini-indulto che ha sempre rinnegato nel corso della legislatura, passata e presente». Nelle carceri italiane, denuncia l´Osapp, «agli attuali livelli di crescita in due anni le strutture dovranno contenere quasi 12 mila unità. Il piano di costruzione prevede, invece, e sempre in due anni, solo l´adeguamento di duemila nuovi posti letto».

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