Movida, oggi il sindaco firma il “coprifuoco”

Si chiude il cerchio sul giro di vite voluto da Tursi. Tutte le luci si spengono alle due. L´assessore Scidone: “Confronto con residenti e commercianti”
La norma in vigore sino a metà dicembre. Resta il divieto di vendita di alcolici dopo l´una
“Dobbiamo ascoltare anche le ragioni dei commercianti e trovare soluzioni”
“Gli esercenti presentino codici di comportamenti che diano garanzie alla gente”
La Repubblica 6/10/09, di STEFANO ORIGONE
Centro storico: alle due si spengono le luci, tutti a casa a dormire. La seconda ordinanza che verrà firmata dal sindaco Marta Vincenzi tra oggi o al massimo domani, impone il “coprifuoco” fino al 15 dicembre. Dopo i bar, anche gli esercizi di vicinato (kebabberie, paninoteche, focaccerie e pizzicherie, per esempio) il venerdì e sabato dovranno chiudere alle 2. Per tutti rimane l´obbligo di abbassare le saracinesche all´una dal lunedì al giovedì e la domenica e di non vendere alcolici dopo l´una. La Movida non balla più, vincono i residenti. L´assessore Francesco Scidone lascia una porta aperta. Ha presentato al primo cittadino il piano per «difendere i diritti di chi vive nei vicoli, esasperati dal continuo baccano», ma oggi a Tursi incontrerà le associazioni di categoria, i rappresentanti dei circoli, commercianti e residenti per trovare una soluzione e allentare la stretta. «Parliamo – esordisce l´assessore alla Sicurezza – perché dobbiamo trovare una strada per uscire da questo vicolo cieco: i cittadini hanno il diritto di vivere in pace, i commercianti di lavorare. I bar si sono lamentati perché dovevano chiudere prima degli altri, ora le regole sono uguali per tutti». Poi snocciola le sue proposte. «I commercianti devono presentare dei codici di comportamento, un “protocollo” che li impegna a fare informazioni sugli effetti dell´abuso di alcool e droghe – Scidone denuncia che a San Bernardo c´è uno spaccio «che fa paura« – e quando mettono la musica le porte devono rimanere chiuse. La campagna educativa possiamo portarla avanti insieme, con volontari, divulgando del materiale illustrativo». Ma non è finita. «Dovranno dimostrare che i dipendenti sono contrattualizzati e controllare che i clienti all´uscita non diano fastidio. Sono prescrizioni accettabili per le associazioni di categoria, anche perché c´è tempo per informare i commercianti». Con il giro di vite, sono fioccate le proteste. «Capisco le ragioni dei commercianti, ma dai residenti ho avuto attestati di stima. Mi hanno detto “non farti intimidire”. Non è questo che mi preoccupa, piuttosto voglio trovare una soluzione per accontentare tutti».

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