I residenti: «Una cartaper l’autogestionedei locali nei caruggi» – la proposta per una possibile convivenza

Il Secolo XIX, 6/10/09
UNA «carta di autoregolamentazione” dei locali del Centro storico da redigere congiuntamente come base di un dialogo». A proporla sono Angela Boldini e Gian Pietro Bertoglio, del direttivo dell’associazione di residenti Centro storico Est. Boldini e Bertoglio prendono la parola dopo le polemiche seguite al varo della doppia ordinanza sugli orari degli esercizi e dei locali pubblici dei vicoli.
«Siamo nel Centro Storico, un’ area della città i cui delicati equilibri richiedono la responsabilità di tutti per un obiettivo comune, la vivibilità, premessa indispensabile alle città civili – esordiscono nella loro breve nota i cittadini dell’associazione – Qui gli abitanti sono stati privati di una cosa ovvia e fondamentale come il loro diritto al riposo. E se dove non si può dormire non si può nemmeno vivere, qui la vivibilitàè stata colpevolmente compromessa». Parlano di «abusi di alcool e decibel», «abbandono delle istituzioni» e «monocultura commerciale», concause capaci di portare nella città vecchia «un fenomeno di degrado come raramente il Centro Storico, che pure se ne intende, aveva vissuto prima». «Hanno costretto alla fuga residenti civili e gestori corretti, nel falso nome della rivitalizzazione e della sicurezza – rincarano – E ora discutiamo di proroghe a certe attività delle quali bisognerebbe invece discutere la licenza. A questa situazione è urgente fare attenzione, come è evidente a chiunque non provenga da Marte oppure sia in malafede». «A tal fine l’associazione ha chiesto all’ amministrazione di assumersi le responsabilità che i cittadini si aspettano, ed attende che i gestori siano maggiormente ed individualmente responsabilizzati nel rapporto con la rispettiva clientela e nella qualità del loro lavoro – continua la nota – A tal fine chiediamo nuovamente alle associazioni di categoria di assumersi la responsabilità di distinguere. Alcuni sono una risorsa, altri un problema». Allearsi ai gestori corretti – colpiti anch’essi da un’ordinanza tagliata più che altro su chi dà problemi – per stroncare appunto chi i problemi li dà sul serio. Questa la politica che Assest sta cercando di perseguire. L’associazione propone agli stessi proprietari dei locali una “Carta di Autoregolamentazione” dei locali del Centro Storico da redigere congiuntamente come base per un dialogo che provi a risolvere lo scontro. «Ancora una volta desideriamo ribadire che l’associazione non è tanto contro “i locali”, ma soprattutto contro “quei locali” gestiti irresponsabilmente, che non si curano del territorio su cui operano e di chi vi abita». «Contro costoro – concludono – ci aspettiamo di avere a fianco l’ amministrazione, le associazioni di categoria e gli operatori corretti. Perchéè una battaglia di civiltà e condividerla è nell’ interesse di tutti».
d. gri.

I commenti sono chiusi.