Gabriele Taddeo, presidente di Arci Genova: “ordinanza sbagliata nel metodo e nel merito”

“E’ un’ordinanza sbagliata nel metodo e nel merito. Ma il tema è addirittura più ampio e più grave. Il centro storico è un’organismo vivo e complesso. E’ una città nella città. E i suoi problemi non si risolvono a colpi di ordinanza. Siamo tutti d’accordo che i locali fracassoni vadano chiusi. Quelli però non chiudono mai, e peraltro nemmeno rispettano le ordinanze più restrittive, per gli stessi motivi per cui non vengono mai sanzionati.E poi è davvero proprio poco democratico che si discuta di ordinanze di questa portata quando sono già state firmate. Peraltro a due giorni dall’inizio della stagione, quando i locali interessati hanno già assunto le persone, rinnovato i locali, fatto investimenti. Parlo di tutti quindi, pubblici esercizi e circoli. A questo punto, visto che non esiste dialogo, faremo ricorso al Tar e metteremo in cantiere iniziative di impatto.
Ma come dicevo c’è un punto più ampio e più grave. Continuo a non capire, e non penso di essere il solo, che idea ha il Comune sul centro storico. Notti bianche e città creative, ordinanze di chiusura e continui allarmi (a volte del tutto immotivati)sulla sicurezza fanno fatica a stare insieme. I vicoli di de Andrè e quelli di Scidone non possono stare insieme, nemmeno a giorni alterni.
L’accentuazione sistematica che viene data dall’amministrazione ad alcuni aspetti negativi è grasso che cola per chi ha interesse a fare sì che il centro storico non decolli. Se io arrivo con una nave da crociera in una città e appena scendo mi viene dato un braccialetto elettronico con il quale posso chiamare la polizia se mi aggrediscono, mi sa che giro i tacchi e resto in cabina a leggermi un buon libro.
Presentare bene una porzione di territorio non vuol dire solo fare ammirare al mondo le proprie strade, vuol dire anche facilitare gli investimenti. Investimenti che vedo calare: si fatica a vendere le attività e vedo sempre più serrande chiuse. L’incertezza sui destini di un territorio è il primo ostacolo alla sua crescita.
In questo senso sarebbe utile, propongo, la convocazione di una sorta di stati generali sul centro storico dove residenti, attori pubblici, privati e del privato sociale si misurino per rilanciare un grande progetto condiviso.
Tra l’altro consiglio di togliere dal sito del comune i riferimenti per i turisti dove si dice a proposito della Movida “Insomma, ballando ballando si fa presto a tirar mattina. Una mattina che profuma di mare e di focaccia appena sfornata”. Si rischiano brutte figure.

Genova 2/10/2009

2 risposte a “Gabriele Taddeo, presidente di Arci Genova: “ordinanza sbagliata nel metodo e nel merito””

  1. Ufficio stampa scrive:

    Gentile Dolores,
    premetto che l’articolo che ha commentato si trova sul nostro sito perchè inserito nella rassegna stampa quotidiana e non rappresenta quindi il punto di vista dell’associazione. L’iniziativa della nostra associazione, mirata a trovare possibilità di affido in famiglie della stessa cultura del bambino in difficoltà, costituisce una risposta che, per quanto piccola, cerca di offrire la miglior tutela ai bambini/ragazzi in difficoltà.
    Riguardo alle vicende da Lei segnalate esulano dal nostro campo di azione e non abbiamo quindi elementi per valutarle adeguatamente. Questo vale anche per la Sua personale vicenda. Ci sono però associazioni e organizzazioni che si occupano delle spesso agghiaccianti vicende che riguardano i minori.
    La ringrazio comunque per aver utilizzato lo spazio dei commenti appositamente creato sul sito e Le auguro di ritrovare presto la serenità perduta.
    Alfredo Simone