Migranti, la sanatoria è un flop A Genova solo duemila domande per badanti e colf: più uomini che donne
Si chiude con un fallimento la moratoria per regolarizzare gli extracomunitari che svolgono un lavoro. La Cgil: “Pratiche troppo complicate”
Chiusi i termini per la regolarizzazione di badanti e colf. Con una certezza: l´operazione è stata un flop clamoroso. Solo duemila le domande inoltrate.
I “regolarizzati” hanno in media meno di 50 anni e vengono assunti in prevalenza per 25 ore la settimana. I più numerosi gli italiani, poi i lavoratori dell´Ecuador e del Marocco. Mentre le colf in città sono 301 e le badanti 340.
Le ragioni del flop, sostengono alla Cgil, sono molteplici: «Il costo delle regolarizzazioni; la procedura articolata e i meccanismi complessi; l´orario di lavoro: nessuno assume una badante (o una colf) per le 20 ore settimanali previste per legge. In media non si supera il tetto e delle 4 ore settimanali per ciascun datore di lavoro».
«Duemila domande di regolarizzazione di colf e badanti sono senza ombra di dubbio un flop». Una sentenza riassunta in poche parole quella di Patrizia Avellani, segretaria della Camera del lavoro di Genova, che tira le somme sulla sanatoria di colf e badanti a Genova e provincia. In sintesi si è il linea con i risultati fallimentari registrati a livello nazionale. Del resto i numeri parlano chiaro: «circa 900 pratiche inviate ministero degli Interni tra Genova e il Tigullio. Duemila quelle stimate complessivamente in tutti i patronati della città più quelle dei consulenti privati e del lavoro», afferma Avellani.
«A Genova – le domande inoltrate attraverso gli sportelli della Camera del Lavoro – sono state 641. 324 riguardavano gli uomini e 317 le donne». Un dato interessante commentano alla Cgil che mette in evidenza che anche i lavoratori maschi sono stati assimilati professionalmente alle badanti e alle colf. I “regolarizzati” hanno in media meno di 50 anni e vengono assunti in prevalenza per 25 ore la settimana. I più numerosi gli italiani, poi i lavoratori dell´Ecuador e del Marocco. Mentre le colf in città sono 301 e le badanti 340. A Chiavari, invece, le pratiche sono state 156 di cui 81 uomini e 75 donne. Le colf 85 e 71 le badanti. I lavoratori “regolarizzati” hanno in media meno di 30 anni. E dopo gli italiani, la prima etnia è il Marocco seguito a pari merito da Ecuador e Ucraina. Numeri, certo approssimativi, sostiene Avellani, che danno comunque una certezze: «Nella Sanatoria si è infilato un po´ di tutto, badanti e colf non compresi».
Le ragioni – sostiene – sono molteplici: «Il costo delle regolarizzazioni; la procedura articolata e i meccanismi complessi; l´orario di lavoro: nessuno assume una badante (o una colf) per le 20 ore settimanali previste per legge. In media non si supera il tetto e delle 4 ore settimanali per ciascun datore di lavoro». A questo scenario drammatico – spiega Rachid Khay della presidenza Arci di Genova – si aggiunge lo scoglio del reddito: «Se non si ha almeno 20mila euro all´anno non si può regolarizzare una colf, e se Asl o il medico di base, non dichiarano che il datore di lavoro non è autosufficiente, neppure la badante». Poi c´è la «paura dell´irregolare, di chi sa di essere passibile di denuncia perché affitta casa a un migrante senza permesso di soggiorno» afferma Khay. Insomma – per Cgil e Arci – la voce è unanime: Genova è al di sotto delle prime dieci città italiane per numero di «richieste di regolarizzazione», e si è autorizzati a parlare di flop. Poco contano le difficoltà di ordine burocratico.

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