Bottigliate anti-movida alle Vigne

Bottigliate anti-movida alle Vigne
Il Secoloxix – 01 ottobre 2009
di Francesco Margiocco

Chi giudica troppo severo il nuovo pacchetto di misure sul decoro urbano forse non è mai stato in vico Cannoni. Qui, nel più profondo centro storico, qualcosa dev’essere sfuggito di mano. «Dalle finestre volano bottiglie di vetro, pentole di pastasciutta bollente, vasi da fiori». M. abita da tempo in quel vicolo, chiede che non venga pubblicato il suo nome per paura di ripercussioni, e va giù duro con le accuse: «Qui -spiega – la polizia la vedi girare di mattina, di pomeriggio. Di sera, quando servirebbe, non la vedi mai. Ed è lì che scoppia il casino».

Motivo degli scontri è un circolo privato, «un localaccio notturno che tiene aperto fino all’alba, proprio sotto casa mia», spiega M. «È frequentato da sudamericani, colombiani perlopiù, che bevono, spacciano, si menano e urlano».

Gli abitanti del vicolo sono esasperati, distrutti da troppe notti insonni. «Sulle prime – dice M. – avevamo chiesto aiuto alle forze dell’ordine. Poi, visti i risultati, siamo passati al fai-da-te». E vico dei Cannoni si è trasformato in un teatro di guerra metropolitana.

L’esperienza di M., purtroppo, non è isolata: la tensione, in centro storico, tra residenti e frequentatori di locali notturni sta salendo; i focolai di guerra si stanno moltiplicando. Sono questi i motivi alla base del nuovo pacchetto di limitazioni varato dal Comune di Genova e che prevede, tra l’altro, il divieto di vendere e impugnare lattine e bottiglie tra le dieci di sera e le sei, e l’obbligo per i locali di chiudere alle due di notte ogni sabato e domenica, all’una ogni altro giorno.

L’immediata protesta delle associazioni di categoria (si veda l’articolo a lato) non ha fatto altro che rendere ancor più vasto l’impatto del divieto: Palazzo Tursi ha già annunciato che «nei prossimi giorni sarà emesso identico provvedimento per i locali, dove si beve e si mangia, diversi dai pubblici esercizi».

Poco dopo le due, insomma, nel cuore della città medievale ogni luce a piano strada sarà improrogabilmente spenta. «Non servirà a nulla», ha tuonato Cesare Groppi, segretario provinciale della Fiepet-Confesercenti. «Non potevamo fare altrimenti – ha risposto l’assessore alla sicurezza Francesco Scidone -. La gente era davvero esasperata e pronta a scendere in strada».

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