Retate di ordinario razzismo su tram e bus
Manifesto 30/9/09
IN-SICUREZZA · Ennesimo blitz di Atm e polizia locale sulle linee 3 e 15
Giorgio Salvetti
Scene di ordinario razzismo. Due bande formate da otto controllori dell’Atm e una dozzina di poliziotti locali del nucleo trasporti (Nttp) agiscono insieme. I controllori fermano i passeggeri stranieri. Chiedono biglietti e documenti. Quando trovano un «clandestino» lo passano ai vigili che lo caricano in un apposito autobus a due carrozze come quelli della linea 90/91 che per l’occasione, al posto del servizio di linea, serve da «cellulare» per le forze dell’ordine del vicesindaco Riccardo De Corato. Nel giro di un’ora una decina di stranieri, tutti uomini, viene fermata e portata via. Sono delinquenti, la loro condizione esistenziale per la legge è quella di criminali. Non per quello che hanno fatto, salire su un tram, ma per quello che sono, stranieri senza permesso di soggiorno. Per questo vanno catturati e i tram sono il territorio di caccia preferito delle bande di De Corato. Lì ne trovano tanti. Tutto avviene alla luce del giorno, all’ora di punta. La scusa è sempre la stessa: «Stiamo solo controllando chi ha il biglietto». Salvo poi vantarsi delle prede ingabbiate. Gli altri stranieri che vanno a lavorare scansano la fermata, evitano il tram, guardano da lontano la retata, spaventati. I controllori si dividono, un gruppo sale sui tram che arrivano uno dopo l’altro, gli altri rimangono sul marciapiede per intercettare chi scende. Fermano un ragazzo del Bangladesh che non parla bene l’italiano e che non riesce a capire cosa succede. Gli italiani guardano e passano. Qualcuno è contento: «Se non hanno il biglietto è giusto che li fermino». E ancora: «Ci sono troppi stranieri…». La maggior parte se ne frega. Ormai è routine. Anche vigili e controllori agiscono con la stessa freddezza con cui compilano una multa. Gli stranieri non si oppongono. Non capiscono e si lasciano deportare. Non siamo nell’Alabama degli anni Cinquanta e neppure negli anni più bui della nostra storia, quando gli ordini andavano comunque eseguiti. Siamo a Milano, in piazza Abbiategrasso. «Sono operazioni normalissime – ci spiegano candidamente all’Atm – che avvengono tutti i giorni». Solo una settimana fa quindici vigili del nucleo Nttp hanno portato via 13 stranieri. De Corato se n’era vantato e aveva ricordato con orgoglio che nel 2009 sono state «controllate sui mezzi pubblici 7 mila persone, 314 erano clandestini e 37 sono state arrestate». Ieri ne sono stati fermati altri sette. Sono stati caricati sul bus, portati al comando dei vigili per la foto segnaletica e poi in questura per l’identificazione. Sei sono stati denunciati e saranno processati per essere espulsi, il settimo è stato arrestato perché aveva già ricevuto un ordine di espulsione. «Non è una novità – ribadisce l’ufficio del vicesindaco De Corato – questo servizio (così lo chiamano, ndr ) esiste dall’anno scorso, forse voi del manifesto siete rimasti un po’ indietro, non è una notizia». E, infatti, il problema è proprio questo. Non un lancio di agenzia, non un comunicato stampa, nulla. In pieno centro a Milano queste scene si ripetono nell’indifferenza generale. «Certo – ammettono in Comune – rispetto all’anno scorso ci sono le nuove leggi (le leggi razziali di Maroni), prima ai clandestini gli si dava il foglio di via, ora la clandestinità è un reato. Non abbiamo fatto un comunicato perché i vigili non sempre ci comunicano subito quanto è avvenuto». E chi ordina l’operazione? «C’è un servizio rodato, non c’è bisogno di un ordine, funziona da solo». Insomma decide Atm o il Comune? «Noi abbiamo dato la disponibilità al Comune che ce l’ha richiesta, siamo un’azienda municipalizzata», dicono in Atm. «E’ un servizio che ci ha chiesto Atm», rispondono a Palazzo Marino. E ci tengono a precisare: «Nell’operazione sono stati anche multate 120 persone senza biglietto», come dire che questo è lo scopo della collaborazione di vigili e controllori. Una falsità palese dato che ogni volta è già pronto sul posto un autobus per caricare gli stranieri. «Eh, ma ci sono sempre – si giustificano gli uomini di De Corato – e poi noi facciamo il servizio proprio sulle linee più a rischio», come la linea 15 che va a Gratosoglio, quartiere popolare dove vivono molti stranieri. E la sinistra che fa? Tace. La FpCgil, che abbiamo chiamato, ricorda di aver perso la causa fatta al Comune quando ha formato il nucleo Nttp senza aver interpellato i sindacati, poi però difende i vigili: «Siamo lavoratori costretti a obbedire agli ordini». Questa l’abbiamo già sentita e non ci piace.

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