Pugno di ferro contro i rifugiati, l’Alto commissariato Onu attacca Atene
Manifesto 30/9/09
IMMIGRAZIONE
Atene ha deciso di applicare il pugno di ferro nei confronti di chi ha deciso di fuggire dalle zone di guerra: arresti a catena ovunque di profughi, richiedenti asilo, in modo indiscriminato, senza nessuna cura per la loro provenienza, dalle isole dell’ Egeo e Patrasso fino ai confini con la Turchia, oltre ai maltrattamenti, la chiusura in centri di detenzione e i respingimenti collettivi.
L ‘Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) ha chiesto a tutti i paesi di non riconsegnare migranti alle autorità greche, ovvero non applicare la convenzione di Dublino, perché «in Grecia il sistema di asilo non offre alcuna protezione ai profughi». Pestaggi e torture sono all’ordine del giorno anche nelle carceri greche, tra le più sovraffollate d’Europa. 12.200 sono i reclusi nelle prigioni greche, che al massimo possono «ospitare» 7.000 detenuti. Più della metà sono stranieri e la maggioranza è incarcerata per reati legati all’uso di droga o per immigrazione «clandestina». Non sono pochi i casi di ragazzi che scontano pene di molti anni nel momento in cui negli ultimi anni alcuni giudici sono stati coinvolti in scandali di scarcerazione di grossi trafficanti di droga.

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