Il carcere di Marassi scoppia ed è rissa fra i detenuti

Secolo XIX 30/09/2009
presidio di denuncia della polizia penitenziaria
Quaranta carcerati si sono affrontati durante l’ora d’aria. La notizia diffusa solo ieri dai sindacati come emblema dell’emergenza

LA RISSA è iniziata appena i detenuti sono usciti dalle celle per l’ora d’aria. Davanti all’unico agente presente in quel momento per controllare il cortile del carcere di Marassi, si sono affrontate una quarantina di persone. La violenza, ricostruisce la polizia penitenziaria, sarebbe collegata a uno sgarro subito da un detenuto e “punito” con un regolamento di conti davanti a tutti i detenuti, una decina dei quali rimasti feriti. È successo la settimana scorsa, ma la notizia è trapelata solo ieri dopo un’ispezione sindacale nel carcere cui hanno partecipato Mirko Manno, segretario generale di Lisiapp (Libero Sindacato Appartenenti Polizia penitenziaria), e Roberto Santini, segretario generale di Sinappe (Sindacato Autonomo della Polizia penitenziaria).
«La rissa – riferiscono i sindacalisti – la dice lunga sui problemi di sovraffollamento e carenza di organico degli istituti di pena italiani e, in particolare, liguri». A Marassi, denunciano, «il numero degli agenti in servizio è ben al di sotto di quanto stabilito dal decreto ministeriale del 2001: invece di essere 420, gli agenti sono 220 per circa 700 detenuti». Per coprire i turni necessari a garantire il servizio di vigilanza, gli agenti sono costretti a mille sacrifici: «Straordinari a 5,20 euro all’ora, doppi turni e rinuncia al giorno di riposo settimanale anche per tre settimane di seguito», dice Gerardo Scarpato, segretario regionale del Lisiapp.
Per i detenuti la situazione è altrettanto difficile: «A Marassi – dice Scarpato – devono stare in celle di 3 metri per 4 in condizioni igieniche che tutti possono facilmente immaginare. Gli agenti sono pochi e i detenuti sono troppi: non riusciamo neanche a controllare che puliscano le celle e siamo costretti a farli stare fuori il maggior tempo possibile».
Denunce simili in tutto il resto delle carceri della Regione, come ha scritto il sindacato autonomo della polizia penitenziaria in una lettera inviata al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e al capo dell’amministrazione penitenziaria, Franco Ionta. «La Liguria – scrive Roberto Martinelli, segretario generale del Sappe – è la regione con la percentuale minore di poliziotti penitenziari. Attualmente nelle carceri liguri sono impiegati 858 agenti, pari al 67% dei 1.264 previsti». A fronte della carenza di organico invece le celle sono stipate di detenuti. «L’emergenza sovraffollamento in Liguria – conclude Martinelli – ha raggiunto il 142% della capienza regolamentare per un totale di 1.623 persone detenute sulle 1.140 previste».
I problemi, secondo i sindacati, possono essere risolti solo investendo risorse ed eliminando gli sprechi. «Basti pensare – dice Roberto Santini – che i braccialetti anti-evasione, mai entrai in funzione dopo il fallimento della sperimentazione nel 2001, costano allo Stato, ogni anno, 11 milioni di euro».Pablo Calzeronicalzeroni@ilsecoloxix.it

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