Gronda, adesso Tursi cerca di accelerare

Secolo XIX 29/9/09
il nuovo percorso
Piace l’idea di Anas e Autostrade: passare subito alla stesura del progetto esecutivo. Ma i municipi coinvolti protestano
ACCELERARE sulla Gronda saltando la progettazione preliminare (con relativa valutazione d’impatto ambientale) e passando subito a quella definitiva. È qualcosa di più di un’idea. È una delle possibilità procedurali che Società Autostrade e Anas stanno valutando e che non lascia indifferente palazzo Tursi. Anzi l’idea di recuperare i tempi che altrimenti sarebbero stati assorbiti dal progetto preliminare non dispiacerebbe al sindaco Marta Vincenzi che, per inciso, ha convocato per oggi una giunta straordinaria proprio sulla Gronda. Ed oggi potrebbe essere il giorno giusto per il varo del protocollo d’intesa che il Comune dopo il dibattito pubblico aveva proposto di sottoscrivere a Regione Liguria, Provincia di Genova, Anas, Società autostrade e al ministero delle Infrastrutture.
Per saltare la progettazione preliminare e passare subito alla stesura definitiva , Anas e Società autostrade fanno appello al decreto legislativo (il 163/2006) che aveva modificato e semplificato le procedure previste dal decreto Lunardi nel caso in un cui su un’opera pubblica ci sia la totale condivisione di tutti i soggetti. In questo caso, però, il progetto definitivo dovrà essere maggiormente dettagliato e lo studio di impatto ambientale dovrà essere molto più approfondito.
Sull’eventualità di saltare il passaggio della progettazione preliminare Palazzo Tursi non sembra avere grandi problemi. «In fondo gli elementi progettuali che abbiamo raccolto con il dibattito pubblico sono così rilevanti che non si può che auspicare che vengano valorizzati», spiega il capo di gabinetto del sindaco Raffaele Gazzarri il quale, però, si affretta a puntualizzare che «si tratta di una questione procedurale tecnica che riguarda Anas da una parte e Società autostrade dell’altra, cioè il committente e il soggetto attuatore». Il che significa che seppure la questione rientri in quelle valutazioni tecniche proprie di chi deve preparare il progetto e il relativo piano finanziario (ogni passaggio poi dovrà essere approvato dal Cipe), Palazzo Tursi ritiene che i risultati del dibattito pubblico sulla Gronda di Ponente valgano in buona sostanza una progettazione preliminare. Questo, però, non è il pensiero dominante nei Municipi che saranno attraversati dalla bretella autostradale. Stefano Bernini, presidente del Medio Ponente, per esempio annuncia «la richiesta di avere tutto ciò che è stato concordato nel dibattito con i quartieri». Il che significa dare la possibilità agli abitanti del Ponente, ma soprattutto della Valpolcevera (i più penalizzati), di controllare passo passo il progetto della Gronda, verificarne la sua traduzione dalla carta alla realtà, avere a disposizione sportelli per ricevere informazioni. Anche sulla progettazione preliminare.
La notizia di un’eventuale procedura semplificata non sorprende, invece, il presidente della Regione Claudio Burlando: «Èâ??un’opera che tutti vogliono e la legge concede la possibilità di andare immediatamente alla procedura definitiva. In fondo che le cose che ora devono essere viste per quanto riguarda l’attraversamento urbano riguardano la ricollocazione delle famiglie che dovranno essere spostate e la funzionalità con il collegamento portuale». Anche Burlando ha qualche richiesta per l’accordo di programma sul nodo autostradale di Genova, come ha spesso ripetuto in Val Fontanabuona. Si tratta dell’inserimento del tunnel della Fontanabuona: 250 milioni di euro di spesa, 25 messi a disposizione dalla Regione Liguria, gli altri a carico di Anas che, però, ufficialmente, non si è ancora pronunciata. Il presidente della Regione ha la parola del ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli, «mi ha detto di sì per l’eventuale inserimento dell’opera nell’accordo di programma», e l’informale conferma da parte dell’amministratore delegato di Autostrade Spa, Giovanni Castellucci, che i fondi necessari sarebbero disponibili. Anas però tace e non risponde neppure alle due lettere inviate dalla Regione. Silenzio che , secondo alcuni, vale più di una risposta dato che è lei che dovrà portare tutti gli incartamenti al Cipe per avere il via libera sulle opere e sui finanziamenti, è lei che dovrà stabilire eventuali aumenti sui pedaggi autostradali di tutta Italia per pagare la Gronda di Ponente per la quale servono 4 miliardi di euro (1.836 milioni sono già stati accantonati), ed è lei che dovrà trovare i fondi anche per il tunnel.

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