«Cambiare la regolarizzazione»

Manifesto 27/9/09

L’APPELLO Lo chiedono Arci, Asgi e Cgil: «Numeri troppo bassi»

ROMA
«Cambiare i criteri della regolarizzazione». Lo chiedono in un comunicato comune Asgi, Arci e la Cgil. Il tema è la mini sanatoria per colf e badanti varata dal governo Berlusconi e le poche domande inoltrate finora. Per la verità negli ultimissimi giorni c’è stata un’impennata. Siamo a 256 mila domande. Il ministero dell’interno conta dunque di arrivare alle 300 mila. Che non è poco, considerando soprattutto i criteri rigidissimi che hanno caratterizzato questa piccola apertura alla clandestinità concessa dal governo che vede la Lega in prima linea sul tema dell’immigrazione. Ma il numero è insufficienze se si considera che si stima l’esistenza di circa 500mila persone che lavorano in ambito domestico e nella cura della persona. I problemi principali riscontrati dalle famiglie, infatti, sono due. Il primo è l’obbligo di presentare un datore di lavoro unico. In pratica, non c’è scampo: non si può regolarizzare una colf per quattro o cinque ore settimanali, cumulando le ore con altri datori di lavoro. Bisogna per forza dichiarare di avere una colf per – minimo – 20 ore settimanali. Piuttosto inverosimile. A ciò si aggiunge l’obbligo di presentare un alloggio idoneo per il lavoratore. Per questo il sindacato e le due associazioni chiedono di modificare i criteri della legge. Prima di tutto permettendo a tutti i lavoratori, in base alla parità di trattamento, di accedere alla sanatoria. In secondo luogo consentendo di regolarizzare anche chi svolge contestualmente più lavori a tempo parziale. Ultima richiesta: «prorogare i termini», che scadono il 30 settembre.

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