L’imam: «utilizziamo i mediatori Culturali anche nelle classi»
Ilsecoloxix – 25/9/09
L’IMAM Salah Hussein conferma che il numero dei ragazzi di famiglie musulmane che frequentano le ore di religione all’interno delle scuole genovesi è in aumento. «Semplice. Noi come comunità non abbiamo dato alcuna indicazione alle famiglie. Le abbiamo lasciate totalmente libere di scegliere, dipende anche dal tipo di fiducia che si crea all’interno delle scuole fra famiglie e insegnanti».
Non solo. L’imam va oltre e in qualche modo propone una collaborazione fra comunità islamica e scuole proprio sul tema della religione. «Perché non utilizzare i nostri mediatori culturali, i volontari delle nostre associazioni perché all’interno delle scuole, dalle elementari alle superiori, possano intervenire proprio sul tema della religione? Sia nell’ora di religione, ma non necessariamente. Io sono già stato invitato anche da docenti religiosi, sacerdoti, nelle loro classi ed è stato un incontro di grande, emozionante, reciproca soddisfazione. È successo recentemente in un liceo del centro città, e d’altronde a Sampiedarena, nel nostro centro, insegnanti hanno portato in visita i bambini».
Dunque proprio in nome di una vera multiculturalità, l’imam propone «diverse testimonianze di diverse religioni, anche perchè questo comporterebbe una sempre maggiore fiducia e motivazione da parte delle famiglie. Ovviamente rispettando l’organizzazione della scuola, si potrebbe in qualche modo ovviare a queste ore alternative alla religione dove si fa poco o niente per l’assenza degli insegnanti».
Don Franco Doragrossa, che insegna al liceo scientifico Da Vinci seguendo 18 classi in cui la percentuale degli studenti che frequentano è del 75 per cento, dice che spesso invita il rabbino oppure l’imam a parlare, all’interno della “sua” ora di religione. «Sia ben chiaro: la mia ora di religione non è l’ora di storia delle religioni. E’ una lezione “classica”, ortodossa, senza stranezze o divagazioni. Però invito i rappresentanti di altre religioni e invito i ragazzi a sottoporli a tutte le domande che frullano loro per la testa. Perchèè una buona occasione per togliersi alcuni pregiudizi».
E conclude. «Nel nostro liceo ci sono pochi alunni stranieri e quei pochi musulmani nell’ora cosiddetta alternativa (che non esiste da quel dì proprio per mancanza di insegnanti) escono e vanno a fare un giro. Mentre i ragazzi della comunità ebraica, che sono abbastanza numerosi, sono esonerati. Ma si fermano comunque in classe a scambiare idee e pensieri».
D. B.

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