L’alternativa all’ora di religione è la strada
La Curia: «Senza docenti, chi non frequenta non è assistito» Aumentano i musulmani che partecipano alle lezioni
IL 40% DEGLI STUDENTI delle superiori non frequenta l’ora di religione. E che fa? «Esce dalla scuola e girovaga, immagino, per bar. Dove va a finire il principio della sicurezza di un minore? D’altro canto i tagli del governo hanno ridotto drasticamente gli insegnanti; tagli esagerati che vanno contro la salvaguardia della formazione e della didattica. Cosìè sempre più difficile offrire un’ora di studio assistito o comunque una vera alternativa a chi chiede di non frequentare l’ora di religione. Cosìè più comodo “farli uscire”. Ma mi chiedo: è giusto che l’alternativa di un’ ora di religione sia un’ora di nulla?» .
Ce l’ha con il governo che ha decimato gli insegnanti, mettendo in difficoltà il sistema organizzativo delle scuole, e quindi anche il meccanismo dell’ora di religione e della relativa alternanza, don Bruno Sopranzi, responsabile in Curia anche dell’Ufficio Scolastico.
Rafforza il suo ragionamento il vicedirettore regionale dell’Istruzione Ambrogio Delfino il quale puntualizza, a distanza. «È evidente che dove saltano le insegnanti in compresenza le attività alternative diventano ore senza copertura ed è molto difficile organizzare la permanenza in classe per piccoli gruppi di alunni che non fanno religione e metterli insieme in maniera coordinata».
Se i più grandi stanno per strada un’oretta, i più piccoli “razzoleranno” nei corridoi. Ma don Bruno Sopranzi, che ha insegnato, per anni e fino a poco fa, al liceo Lanfranconi di cui è stato anche vicepreside, respinge questo tipo di mortificazione dell’alternativa all’ora di religione. In tempi critici di contestazione, di interpretazioni (a volte errate) delle più diverse circolari ministeriali e delle svariate sentenze del Tar (qualche giorno fa una dichiarazione di una maestra – disinformata – dell’elementare Daneo ha creato subbuglio fra le famiglie musulmane, stato di agitazione fortunatamente rientrato) l’ufficio della diocesi preposto a questo compito denuncia anche una crisi degli insegnanti di religione. «Nelle classi sovraffollate, accorpate, così come è saltato l’insegnante di italiano è saltato anche quello di religione e un buon numero dei maestri prevalenti degli elementari ci ha chiesto di riprendere l’idoneità in religione e di insegnarla. Posti di lavoro che si perdono. E non entro nella polemica degli insegnanti di religione che porterebbero via il posto agli altri: va da sè che se uno degli insegnanti di religione è perdente posto e ha l’abilitazione, che ne so?, in filosofia, ha diritto a diventare insegnante in filosofia».
D’altro canto, sempre secondo i dati della Curia, l’assenza di alternative ha portato ad un aumento degli esoneri soprattutto nelle scuole superiori. «Genova comunque ha un dato generale di frequentazione che supera quello delle grandi città, soprattutto del Nord, dove gli esoneri sono in netta crescita. Va da sè che anche da noi questa assenza di ora alternativa può portare e porta ad un aumento dell’esonero…»
Mentre è in aumento il numero degli studenti di religione musulmana che chiedono di seguire le ore di religione cattolica. «Io stesso ne ho avuto al liceo Lanfranconi -spiega don Sopranzi – Ma perché meravigliarsi? L’ora di religione è una materia del programma che si svolge secondo le finalità della scuola italiana. Intendo per questo dire che è un’ora culturale a prescindere dalla fede. Non ha come finalità l’educazione alla fede, non è catechesi di Stato… Così qualche ragazzo mssulmano, anche autonomamente perché la scelta della religione è tale nelle superiori, sceglie di frequentare le leziosi. E questo è un lavoro di integrazione anche culturale, al di là di ogni pregiudizio»
In questi giorni la Curia sta organizzando una serie di incontri sull’emergenza educativa. «Perché anche l’ora di religione può essere funzionale ad un recupero del valore dell’educazione. Quindi abbiamo organizzato questi corsi aperti agli insegnanti di tutte le materie, che inizieranno a ottobre, affrontando temi diversi».
Donata Bonometti
bonometti@ilsecoloxix.it
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