Caro prezzi, oggi niente acquisti
Caro prezzi, oggi niente acquisti
No ai messaggini, al bancomat, alla benzina… Sciopero dei consumatori
La protesta
Obiettivi: detassare 1.220 euro alle famiglie a reddito fisso e interventi anti-speculazioni
La Repubblica, di RAFFAELE NIRI
Oggi, per favore, non mandate messaggini: per un giorno le vostre fidanzate, i vostri amici, i vostri colleghi potranno farne a meno. Non fate il pieno di benzina, meglio ancora se proprio non toccate la macchina. Lasciate a casa il bancomat, così non avrete la tentazione di effettuare prelievi. E, se solo ci riuscite, provate a non fare la spesa. È la giornata di protesta dei consumatori e cinque tra le maggiori associazioni della categoria scendono in piazza (a Genova l´appuntamento è dalle 10 alle 13 davanti alla Regione, a De Ferrari) provando a farsi sentire attraverso “lo sciopero del consumatore”. Naturalmente si tratta di un gesto simbolico e non ci sarà nessuno a registrare quanti non hanno inviato sms o quanti hanno scelto di non fare benzina. Ma se è simbolica la protesta, non lo sono le rivendicazioni: immediata detassazione di almeno 1.200 euro annui per le famiglie a reddito fisso, interventi funzionali per l´abbattimento dei prezzi di almeno il venti per cento e riorganizzazione della “filiera” alimentare per combattere le speculazioni. La manifestazione-presidio di oggi – organizzata da Federconsumatori, Altroconsumo, Sportello del consumatore, Confconsumatori e Adoc – prova a coinvolgere il maggior numero di persone anche utilizzando il dialetto: Noiatri voemmo unna riduzion di prexi de armeno o vinti pe cento, Noiatri voemmo à detasciazion de salai e penscioin sono due degli slogan in genovese.
«È un modo per diffondere il più possibile la protesta – spiega Antonio Molari, responsabile di Federconsumatori – La pesante crisi in atto e i rincari dei prodotti alimentari strozzano ancora di più le famiglie liguri. Cercheremo di coinvolgere Comune, Provincia, Regione e Prefettura: chiediamo solidarietà ma anche atti concreti, pressioni forti su Roma».
Molari fa due esempi concreti: pasta e pomodori. Nel primo caso il prezzo del grano è diminuito del 36 per cento rispetto allo scorso anno ma i prezzi al consumi continuano ad andare alle stelle, nel secondo – nel passaggio dal campo alla tavola – abbiamo ricarichi del 347 per cento. La protesta è forte, lo sciopero del messaggino potrebbe aiutare.

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