A Gerenzano, provincia di Varese, la Giunta crea un “servizio” per denunciare gli irregolari

Il Fatto quotidiano, 23/9/09

Caccia all’immigrato, lascia un messaggio in segreteria
A Gerenzano, provincia di Varese, la Giunta crea un “servizio” per denunciare gli irregolari
di Elisabetta Reguitti
Una segreteria telefonica per segnalare i clandestini. Basta lasciare indicazioni precise al 331 4271727. È garantito l’anonimato. Nel comune di Gerenzano (Varese), governato da una giunta monocolore, la Lega ha ufficialmente aperto la caccia. Il numero telefonico fa capo al settore dell’Ordine pubblico e della sicurezza ed è stato riportato in un articolo sul periodico dell’amministrazione Filodiretto. Il recapito non riguarda le segnalazioni che necessitano “di un intervento immediato: viabilità, schiamazzi, disturbo della quiete pubblica, vandalismi”. Quanto piuttosto “la presenza di clandestini sul nostro territorio”. Ma c’è di più. Sul bollettino dell’amministrazione l’assessore con delega alla Sicurezza Cristiano Borghi conclude l’ articolo con un invito piuttosto esplicito: “chi ama Gerenzano non vende e non affitta agli extracomunitari. Altrimenti avremo il paese invaso da stranieri e avremo sempre più paura di uscire di casa”. Perché è chiaro: regolari o irregolari che siano, gli stranieri sono una minaccia per l’identità locale. Meglio quindi alimentare l’assioma immigrato uguale delinquente. Sembra un salto nel passato, quando gli emigrati dal sud trovavano nelle città del nord una barriera di pregiudizi e ostilità. L’assessore, con un pizzico di orgoglio leghista, ricorda anche come “l’ amministrazione che guida il Comune ormai da diversi anni, non ha mai agevolato l’ afflusso nel nostro paese degli extracomunitari”. Il giornaletto vanta anche il fatto che non sono mai stati destinati “terreni per la costruzione di moschee e di edifici come luoghi di culto agli extracomunitari di origine islamica”. L’articolo, dal titolo Noi abbiamo chiuso le porte ma molti gerenzanesi le hanno aperte termina con la dovuta precisazione che gli extracomunitari non sono mai stati favoriti sotto il profilo dei contributi o dei sussidi economici. Tutto ciò però non è piaciuto a cinque cittadini (italiani e stranieri) che insieme all’onlus Avvocati per niente e l’ Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) nei giorni scorsi hanno presentato ricorso alla sezione lavoro e previdenza del Tribunale di Milano. Nell’azione legale, avviata dagli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri, viene chiesto al giudice di accertare il carattere discriminatorio del comportamento adottato dalla giunta presieduta dal sindaco Silvano Gabelli. Sottolineando peraltro che la discriminazione è reato. Viene quindi chiesto di risarcire per danno morale i cinque cittadini promotori. Senza contare che l’invito rivolto dall’amministrazione è una violazione al Testo Unico in materia di immigrazione il quale stabilisce che lo straniero regolarmente soggiornante “gode dei diritti in materia civile che sono attribuiti al cittadino italiano”.

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