L’associazione datori di lavoro: «Regolarizzate le badanti»

Secolo XIX 22/09/2009
la sanatoria al palo
La realtà aderente a Confedilizia mette in guardia dai rischi: «Eludere la legge potrebbe causare conseguenze molto gravi»

LA SANATORIA di colf e badanti? Conviene. Agli immigrati – è palese – che sognano un posto al sole e un permesso di soggiorno, ma anche ai datori di lavoro. Parola di Assindatcolf, associazione nazionale dei datori di lavoro domestico aderente a Confedilizia. In un comunicato diffuso ieri dalla sezione genovese di cui è responsabile Patrizia Molinari, i datori di lavoro domestico associati a Confedilizia, definiscono la sanatoria «un treno da non perdere» e invitano i tanti incerti, le famiglie ancora timorose nell’intraprendere la strada della regolarizzazione di chi lavora per loro in nero e da clandestino, a non farsi spaventare dai costi (i 500 euro dovuti come cifra forfettaria per sanare tre mesi di irregolarità, aprile maggio e giugno scorsi e, dopo la regolarizzazione, il pagamento dei normali contributi previdenziali) e soprattutto dagli ostacoli burocratici e interpretativi della legge.
«Non avvalersi della sanatoria – ricorda Assindatcolf agli iscritti e a chiunque voglie usufruire della sua consulenza presso la sezione genovese di via Martin Piaggio 15 (telefono 010/84627231) – vuol dire continuare a trovarsi coscientemente in una situazione di irregolarità, che potrebbe comportare notevoli inconvenienti ai datori di lavoro. Basti pensare a tutte le conseguenze, anche penali, cui andranno incontro coloro che continueranno dopo il 30 settembre ad avvalersi di lavoratori extracomunitari irregolari. Si ricorda infatti che il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze stranieri privi del permesso di soggiorno è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato». «Sono venuti in molti nelle scorse settimane a informarsi – chiosa Dario Lupi, genovese del consiglio nazionale di Assindatcolf – ma poi le domande di sanatoria da noi effettivamente inoltrate al ministero sono state la metà rispetto alle richieste di informazioni. Ora però riscontriamo un incremento di appuntamenti». «Soprattutto a Roma – gli fa eco Renzo Gardella, anch’egli genovese, presidente nazionale di Assindatcolf – in questi giorni le richieste di sanatoria sono in forte aumento».
Per quanto riguarda un eventuale “exploit” genovese, Cgil, Cisl e Uil, patronati e associazioni come Arci, Acli, Caritas, Federazione solidarietà e lavoro che assistono datori di lavoro e immigrati nella compilazione delle domande, sono scettici. Ieri i loro rappresentanti hanno partecipato in Prefettura al Consiglio territoriale per l’immigrazione di cui avevano chiesto la convocazione per sgombrare il campo da quesiti “tecnici” che frenano il numero delle richieste e potrebbero comprometterne il buon esito di alcune. Ad esempio: cosa rischia il datore di lavoro che non ha potuto comunicare il domicilio di un badante o di una colf entro le 48 ore previste dalle legge antiterrorismo? Oppure: come comportarsi con gli immigrati che hanno i requisiti per la sanatoria ma non sono in possesso del passaporto in originale? E ancora: possono i figli subentrare a un datore di lavoro che non ha il reddito minimo di 20.000 euro l’anno richiesto per assumere una colf? «Prefettura e Questura – dice Marco Roverano, responsabile Cgil Valbisagno – per quanto di loro competenza hanno mostrato disponibilità, su punti come la questione passaporti si sono presi tempo, vogliono direttive ministeriali». Venerdì prossimo la Uil terrà un presidio di protesta davanti alla Prefettura per chiedere l’estensione della sanatoria a tutti gli immigrati, non solo colf e badanti.
Daniela Altimani
altimani@ilsecoloxix.it

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