Carfagna: «Vietare il burqa»

Secolo XIX 22/09/2009
caso sanaa
Per il ministro delle Pari Opportunità, inoltre, ci dovrebbe essere l’obbligo di pregare in italiano nelle moschee

Roma. «In molte moschee qui in Italia si predica in arabo inneggiando alla guerra santa»: lo ha detto il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, intervenendo ieri alla trasmissione Porta a Porta, dedicata alla vicenda di Sanaa. «Dovrebbe esserci l’obbligo di parlare in italiano – ha detto il ministro – non si può predicare in contrasto con le nostre leggi. Lo Stato non può e non deve permetterlo».
Quanto alla vicenda della giovane marocchina uccisa dal padre, secondo Carfagna «non è una dolorosa eccezione, ma denuncia la condizione delle donne diffusa nei paesi islamici e che si sta cercando di portare nel nostro Paese. Una condizione di sottomissione e segregazione». Il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna,è favorevole alla proposta di legge Saltamartini che vuole vietare il burqa in Italia: «È una proposta giusta», ha detto. D’accordo con la proposta Saltamartini anche la deputata del Pd Livia Turco, che ha sottolineato la situazione di separatezza nella quale spesso vivono le donne musulmane che risiedono in Italia: «Spesso vivono recluse in casa, non capiscono le loro figlie. Occorre capire, superare le distanze. Serve una vera politica d’integrazione». Intanto, fa ancora discutere l’aggressione subita da Daniela Santanché a Milano, mentre attuava una protesta anti-burqa. «Ho paura ma porterò avanti la mia battaglia» ha detto la leader del Movimento per l’Italia.

I commenti sono chiusi.