Santanché anti-burqa «Aggredita dai musulmani»
Secolo XIX 21/09/2009
ramadan e polemiche
Ma gli islamici smentiscono l’ex parlamentare: «Si è inventata tutto»
MILANO. Venti giorni di prognosi, attestati da un certificato medico: è il documento che Daniela Santanchè, leader del Movimento per l’Italia, ha allegato denunciando di aver subito un’aggressione ieri mattina mentre attuava una protesta anti-burqa alla festa-cerimonia di fine ramadan alla Fabbrica del vapore di Milano. Ma gli islamici, chiamati in causa, smentiscono e parlano di «pubblicità e trovata mediatica sulla pelle degli islamici» e di «gratuita provocazione» sostenendo che sia stata l’ex parlamentare a creare disordini avvicinandosi alle credenti musulmane «per cercare di togliere loro il velo».
Una giornata di tradizionale preghiera quella di ieri, che in tutta Italia si è svolta senza problemi, per qualche ora si è trasformata nel capoluogo lombardo in motivo di tensione con alcuni, brevi tafferugli, fra alcuni militanti che accompagnavano la Santanché e i partecipanti alla preghiera, subito bloccati, in maniera soft, dalle forze dell’ordine.
È in questo quadro che l’esponente politica ha spiegato di essere stata colpita, con conseguente caduta a terra, da un uomo con il braccio ingessato, mentre c’era chi voleva picchiarla con il paletto di un cartello stradale divelto, e di essere stata poi insultata e minacciata. Le indagini sull’episodio sono condotte dalla Digos della Questura che sta accertando l’identità della persona con il braccio fratturato e verificando l’accaduto. Ci sono stati alcuni spintoni fra i gruppi contrapposti – è stato spiegato dalla polizia -, mentre i simpatizzanti del Movimento per l’Italia si avvicinavano alle musulmane con il burqa per togliere loro il velo.
Santanché, che già in passato per la sua lotta e un suo libro contro il burqa aveva avuto problemi con estremisti islamici tanto da ottenere una scorta, è poi riuscita a parlare con alcune donne musulmane che «però non capivano una parola di italiano – ha detto – mentre i nostri volantini erano ridotti in coriandoli».
Dopo l’iniziativa, l’esponente politica è andata all’ospedale Fatebenefratelli dove le è stata constatata una contusione al torace e contrattura al collo con prognosi di 20 giorni salvo complicazioni. «La mia è una battaglia per le donne – ha sottolineato -. Non mi sarei mai aspettata una reazione del genere. Io chiedo solo il rispetto di una legge, la 152 del 1975, che vieta di coprire il capo in luoghi pubblici e ne parlerò con il ministro Maroni. Non bisogna farsi ingannare da scusanti religiose perché il burqa è solo una imposizione culturale».
Alla ex deputata sono giunti messaggi pubblici di solidarietà, fra gli altri, dal ministro Mariastella Gelmini e dall’onorevole Barbara Saltamartini del Pdl e, come ha spiegato lei stessa, telefonate dei ministri Ronchi e La Russa. Il radicale Silvio Viale ha invece parlato di «sceneggiata premeditata» e l’Ucoii parla di «provocazione con un gruppetto di squadristi».
Il presidente dell’Istituto culturale islamico di viale Jenner di Milano, Abdel Hamid Shaari, ha controbattuto alle accuse con serenità: «Se la signora Santanchè ritiene che qualcuno l’abbia aggredita o minacciata, faccia la sua denuncia e poi ci sono gli organi preposti ad accertare la verità. Comunque è impossibile che qualcuno le abbia fatto male, visto che c’è sempre stato un cordone di forze dell’ordine che ringraziamo per la loro presenza. Non ci ha rovinato la festa».
Alla preghiera di fine ramadan, ieri, hanno partecipato in tutte le regioni italiane migliaia di fedeli musulmani e non è stato segnalato alcun problema di rilievo.
A Napoli e a Brescia, ad esempio, durante la preghiera sono stati ricordati i sei soldati italiani uccisi nell’attentato in Afghanistan e Saana, la ragazza di 18 anni sgozzata dal padre. A Treviso i fedeli hanno pregato sul greto del Piave.

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