Roma, ”sfatare il mito del clochard per scelta”

Redattore sociale 16/09/2009

SENZA DIMORA

Laureato il 37% di coloro che hanno usufruito del servizio scuola di italiano della Comunità di Sant’Egidio in 25 anni, l’87% ha studiato almeno 11 anni

ROMA – “Riabilitare ad una dignità perduta”. È questa la parola d’ordine di “Non Solo Tetto”, il progetto presentato oggi presso la struttura ospedaliera San Camillo Forlanini e realizzato con la collaborazione dell’ospedale, Commercity, di 30 associazioni della Rete della Solidarietà e della Comunità di Sant’Egidio.
A parlare di “Non Solo Tetto” erano presenti questa mattina Diamante Pacchiarini, direttore sanitario aziendale del San Camillo Forlanini, Valter Vomiero, consigliere delegato Commercity, Giovanna Natalucci direttore dell’ufficio relazioni con il pubblico del San Camillo Forlanini e Stefano Capparucci direttore Uoc del servizio tecnico riabilitativo aziendale e membro della Comunità di Sant’Egidio. Per Pacchiarini un medico “non si deve occupare solo di curare il corpo ma anche del benessere psicofisico del paziente”, in questo senso quindi ”Non Solo Tetto” intende abbracciare le persone in
difficoltà nei vari reparti, “allargando il progetto da un’assistenza ai senza tetto a quelle povertà spesso mute e invisibili che ci troviamo ogni giorno nelle corsie dell’ospedale”.

Il progetto “Non Solo Tetto” fornirà quindi assistenza ”pratica”: generi di prima necessità, abbigliamento, accessori e pacchi alimentari non solo ai senza fissa dimora accolti nella casa di accoglienza dell’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini da un anno e mezzo a questa parte, ma anche a tutti i pazienti che i capo sala e il personale infermieristico noterà bisognoso di generi di prima necessità. ”Questa iniziativa quindi – conclude Pacchiarini – è pensata proprio per fare uscire dall’emarginazione persone che, per la la loro indigenza economica si trovano ai margini della società”. A fargli eco è la collega Natalucci: ”La nostra sfida è quella di creare una realtà che leghi diverse anime, il mondo del volontariato, il mondo della produzione e quello ospedaliero. L’obiettivo – sottolinea il direttore dell’ufficio relazioni con il pubblico del San Camillo Forlanini – è quello di mettere davvero al centro le esigenze del cittadino”.

Per Vomiero occuparsi di persone che hanno meno possibilità “è un
dovere sociale, qualcosa che tutti noi dobbiamo fare se abbiamo la
possibilità di farlo”. Il consigliere delegato di Commercity si dice “entusiasta di questa collaborazione che nasce oggi, abbiamo infatti la garanzia – spiega – che ci sarà un corretto utilizzo dei materiali e che si creerà una vera e propria rete di solidarietà tra aziende e persone con difficoltà economiche”. Persone che, ricorda Cappaurucci, “hanno un nome, un volto e situazioni complesse alle spalle. A Roma 6 mila persone sono senza dimora, 4 mila vivono per strada, mille in ricoveri attrezzati e altre mille in ricoveri di fortuna o presso amici”. Capparucci invita a riflettere sui dati dei senza fissa dimora: ”Bisogna sfatare il mito del ‘clochard’ ignorante e ai margini della società per scelta, molto spesso le persone che vivono per la strada, e nella Capitale su 8 su 10 sono stranieri, lo fanno solo perchè non hanno mezzi”. Ma, rivela l’esponente di Sant’Egidio, “sono tutt’altro che ignoranti: il 37% di coloro che in questi 25 anni hanno
usufruito del servizio scuola di italiano della Comunità di Sant’Egidio è laureato e l’87% ha studiato almeno 11 anni”. (Marta Rovagna)

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