Roma, case popolari ai nomadi “Ma solo per chi si farà censire”
Repubblica 17/9/09
Il piano del Comune: entreranno in graduatoria
È una novità per una città governata da una giunta di centrodestra. Priorità ai rom evacuati dai campi
MARIA ELENA VINCENZI
ROMA – I rom della Capitale avranno diritto a una casa popolare. È questa la novità del piano sui nomadi messo a punto da Campidoglio e Prefettura. Dopo i censimenti volontari della Croce Rossa e la nomina di un commissario straordinario, il progetto è fatto. E prevede l´assistenza alloggiativa, misura che già esiste in altri comuni, uno su tutti Genova, ma che è una novità per una città amministrata dal centrodestra. E per la Capitale soprattutto.
La teoria c´è. Ora si pensa alla pratica. Amministrazione e prefettura puntano in alto: si comincia, in via sperimentale, da uno dei campi più “difficili”, il Casilino 900. Insediamento da circa 800 abitanti nella periferia sud-est della città. Lo sgombero che il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, vuole ordinato e “volontario” potrebbe iniziare già dalla settimana prossima. Verrà coordinato dalla Croce Rossa con la collaborazione di polizia, carabinieri e vigili urbani. E per non renderlo troppo “invasivo”, l´area verrà divisa in zone e le baracche verranno sfollate a blocchi.
Una volta “evacuati”, i residenti potranno scegliere se andare all´Ufficio Immigrazione per il “fotosegnalamento” e i controlli di rito. Solo chi acconsentirà a farsi registrare dalla Questura, potrà avere la card del Comune, requisito essenziale per richiedere l´inserimento nelle liste per l´assegnazione delle unità alloggiative. Ancora da definire se si tratterà delle stesse graduatorie dei romani o se, per i nomadi, verrà stilata una classifica ad hoc. Che, ovviamente, risentirà dei requisiti soggettivi “favorevoli” validi per tutti, vale a dire reddito, nuclei familiari, sfratti e situazioni di disagio. Liste che non comprenderanno solo la città, ma tutta la provincia: chi fa domanda per un appartamento deve sapere che c´è anche l´ipotesi di finire oltre il raccordo anulare.
L´identificazione e le impronte digitali per avere una casa. O, almeno un nucleo alloggiativo. Che inizialmente, e per qualche anno, sarà in uno degli altri insediamenti che, nel frattempo, verranno messi in regola e attrezzati per ospitare nuove famiglie. Tutto in attesa delle unità alloggiative che, secondo la stima del Campidoglio, verranno scelte da molte persone. Lo sgombero del Casilino, secondo i progetti della Prefettura, dovrebbe essere ultimato entro la fine di ottobre, ma le chiavi delle abitazioni non verranno consegnate prima di tre anni.
Un modello in via di definizione, dunque. Che se funzionerà nel grande insediamento, verrà esportato a tutti gli altri campi della città. E già in questi giorni, forse addirittura oggi, dovrebbero iniziare le visite per comunicare agli abitanti del Casilino 900, le nuove disposizioni.

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