Disoccupazione, in italia il peggio deve ancora venire
Secolo XIX 17/9/09
Record nel 2010Si registreranno 1,1 milioni in più di persone senza lavoro: a rischio i più giovani
l’analisi dell’ocse
ROMA. L’economia mostra i primi segnali di ripresa ma per il lavoro le prospettive a breve termine sono ancora «fosche» ed è atteso un peggioramento della situazione nel 2010. A lanciare l’allarme occupazione è l’Ocse che ha fotografato la situazione nell’Employment outlook 2009. Nel 2010 l’area Ocse registrerà un record di disoccupati: 57 milioni, con un tasso molto vicino al 10%. Per l’Italia il peggio deve arrivare: la maggiore crescita della disoccupazione sarà nel prossimo anno, quando il tasso tornerà nuovamente a due cifre (10,5%, si stima per l’ultimo trimestre 2010). Il governo frena però il pessimismo.
«Le previsioni Ocse sulla disoccupazione – dice Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro – disegnano l’ipotesi peggiore tra quelle possibili, ma non la più probabile».
Tutti i Paesi sono chiamati a fare di più. «I governi debbono prendere rapidamente delle misure decisive – sottolinea Angel Gurria, segretario generale dell’Ocse – per impedire che la recessione porti a una crisi di lungo periodo dell’occupazione. Il lavoro è il cuore della crisi attuale e una delle preoccupazioni principali dei governi deve essere quella di aiutare chi cerca un lavoro».
Quella che sta vivendo il mondo del lavoro è, a detta dell’Ocse, la situazione peggiore dal dopoguerra. Dal 2007 a oggi i disoccupati dell’area Ocse sono aumentati di 15 milioni ed entro la fine del 2010 questo esercito raggiungerà quota 25 milioni (1,1 milioni i senza lavoro in più previsti per la sola Italia). In tre anni si perderanno tanti posti di lavoro quanti ne sono stati persi in un intero decennio fino ai primi anni 80, a seguito delle crisi petrolifere. Da un tasso di disoccupazione del 5,6% registrato nel 2007, il più basso in 25 anni, a giugno 2009 si è passati all’8,3%, «corrispondente ad un aumento di circa 15 milioni nelle fila dei disoccupati». Le perdite più pesanti di posti di lavoro – aggiunge l’Ocse – si registrano «all’interno dei gruppi già svantaggiati nel mercato del lavoro: giovani, basse professionalità, immigrati, minoranze, e tra questi soggetti con contratti temporanei o atipici». L’impatto della crisi sul mercato del lavoro italiano è stato fino a oggi «moderato» rispetto ad altri Paesi. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 7,4% nel marzo 2009 ma «stime preliminari suggeriscono un ulteriore significativo incremento nel secondo trimestre».

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