Appello dei comitati di lotta: Commissaria europea all’agricoltura in Sardegna, accogliamola in mobilitazione
COMITATO DI LOTTA DI DECIMOPUTZU – COMITATO DI LOTTA DEGLI AGRICOLTORI E PASTORI SARDI ONDA VERDE DEL MEDIO CAMPIDANO -COORDINAMENTO DEI COMITATI DI LOTTA DEGLI AGRICOLTORI MERIDIONALI -CONFEDERAZIONE ALTRAGRICOLTURA
Alle reti sarde ed alle organizzazioni nazionali presenti in Sardegna.
Nelle ultime settimane si stanno estendendo le mobilitazioni degli agricoltori in Sardegna come nel resto delle Regioni Meridionali, mentre cresce la crisi delle aziende agricole, del lavoro, del territorio rurale sardo e di quello urbano ad esso intimamente collegato. I Comitati di lotta sardi, insieme a quelli delle altre regioni meridionali in mobilitazione (Basilicata, Puglia, Campania e Sicilia) hanno indetto una manifestazione nazionale a Napoli il 7 Novembre prossimo su una piattaforma contro la crisi che vi allego sotto, adottata nell’incontro delle vertenze meridionali che abbiamo tenuto il 7 Luglio Scorso in Basilicata. Nei prossimi giorni metteremo in rete l’appello per la manifestazione ed il percorso di preparazione.
In questo percorso il comitato di lotta degli agricoltori sardi che dopo Decimoputzu ha spostato ed ampliato la sua iniziativa nel Medio Campidano occupando il Comune di San Gavino, terrà tre giorni di mobilitazione fra il 23 ed il 25 della prossima settimana in occasione dell’arrivo in Sardegna della Commissaria Europea Fishler Boell, accompagnata dal Ministro Zaia, Dal Presidente della Commisione agricoltura del Parlamento Europeo De Castro e dall’Assessore Regionale all’agricoltura della Sardegna, Prato.
Stiamo convocando un’assemblea pubblica dal Pomeriggio alla sera del 23 nel Teatro di San Gavino Monreale (300 posti) per tenere un Forum sulla crisi dell’agricoltura mediterranea ed in particolare di quella insulare, le responsabilità della Politica Agricola Europea, le proposte per uscire dalla crisi rimettendo al centro i diritti degli agricoltori, dei salariati e dei cittadini consumatori.
Obiettivo dell’incontro è di definire ed approvare un documento unitario sulle responsabilità della Politica Agricola Europea, del Governo Italiano e delle Regioni da consegnare alla Commissaria in occasione della visita.
Altro e non secondario obiettivo è quello di rilanciare la battaglia sui due punti su cui si sta sviluppando l’iniziativa contadina in Sardegna: la richiesta della dichiarazione dello stato di crisi per tutto il comparto agropastorale sardo e per la soluzione della vertenza sulla famigerata legge 44/88 su cui il Comitato di lotta di Decimpoputzu sta tenendo una dura e costante iniziativa ormai da oltre due anni.
Su questi due obiettivi, peraltro, si stanno esprimendo diversi consigli comunali e provinciali della sardegna che stanno adottando atti deliberativi consigliari unitari adottando le proposte del movimento e chiedendo che il Governo Regionale e quello nazionale concordino la dichiarazione dello stato di crisi per l’agricoltura sarda e lpo sblocco della soluzione per la vicenda dell 44/88 e le 5.400 aziende sarde coinvolte.
Al Forum di preparazione del 23 parteciperanno delegazioni dei comitati di lotta di altre regioni meridionali e stiamo invitando associazioni, organizzazioni ed altri movimenti nazionali e regionali.
Altragricoltura, con i due comitati di lotta dei contadini e pastori sardi, si sta preparando a tenere nei due giorni successivi al Forum (ovvero quando verrà in Sardegna la Commissaria europea, una mobilitazione a Cagliari.
Vi invitiamo a partecipare ed, in particolare, ad incontrarci nella riunione organizzativa di domani sera nel Comune occupato di San Gavino aperta a quanti vorranno aderire e coinvolgersi.
Per info e contatti (3486535908)
INCONTRO DELLE VERTENZE DEL MEZZOGIORNO CONTRO LA CRISI AGRICOLA
RISOLUZIONE UNITARIA
Policoro 17 Luglio 2009, Sala del Consiglio Comunale
Nella Sala del Consiglio Comunale di Policoro nella mattina del 18 Aprile 2009 si sono riuniti i rappresentanti delle vertenze contro la crisi agricola condotte in Sardegna, Campania, Sicilia, Basilicata, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Lazio. Quello che segue è il documento adottato congiuntamente con cui viene indetta la mobilitazione fino al raggiungimento degli obiettivi posti alla base della piattaforma in cinque punti.
La piattaforma è stata, poi, condivisa ed assunta nell’incontro che ha dato vita alla Rete dei Municipi Contadini contro la crisi agricola e per la Sovranità Alimentare che si è costituita nel pomeriggio dello stesso giorno. La rete, promossa da sindaci e consiglieri eletti nei municipi e nei consigli provinciali di tutte le regioni del Mezzogiorno d’Italia e che si costituisce come luogo permanente di incontro, scambio e lavoro di eletti negli Enti locali e di agricoltori e loro rappresentanti impegnati nelle vertenze per riconquistare il diritto a produrre, ha deciso di sostenere la piattaforma e di coindire le mobilitazioni che la sosterranno.
Noi, rappresentanti delle vertenze degli agricoltori e degli allevatori del Mezzogiorno d’Italia per contrastare la crisi delle aziende produttive ridotte, dopo aver realizzato investimenti garantiti dai patrimoni di lavoro di generazioni famigliari, all’indebitamento più pesante per la mancanza di reddito, svendute dalle scelte di politica agricola alla rapina delle banche, di speculatori e multinazionali;
noi, che con le nostre lotte riaffermiamo il diritto al futuro per il patrimonio di lavoro e saperi che ha garantito fin qui la tenuta sociale e produttiva dei territori rurali e di tutto il Paese, oggi compromesso da una crisi che colpisce il lavoro, l’azienda agricola, l’ambiente ed i cittadini mentre consente a speculatori commerciali, multinazionali e lobbies finanziarie di ingrassare ogni giorno di più;
noi che abbiamo scelto di non assistere inermi al massacro sociale che sta stravolgendo le campagne italiane in cui stanno chiudendo il 40% delle nostre aziende agrozootecniche e che, nel Sud, sta superando ogni limite di guardia fino a diventare un rischio incombente per la convivenza civile e pacifica;
noi che rifiutiamo che l’Italia e l’Europa diventino solo un mercato di consumo di prodotti agroalimentari senza il lavoro dei loro agricoltori ed allevatori, sempre più espulso dalle campagne e che avversiamo la logica dei supermercati pieni di un cibo senza qualità, con poca sicurezza e senza alcun legame con il territorio che finisce per costare ai cittadini sempre di più mentre agli agricoltori è pagato sempre di meno;
prendendo atto che nell’ultimo anno la crisi nelle campagne italiane ed in particolare del Mezzogiorno si è aggravata senza che se ne veda soluzione o prospettive capaci di invertirla e che alle mo,lte promesse fatte e disponibilità accordate dalle Istituzioni e dalla politica non sia seguito fin qui alcun provvedimento, manifestandosi, al contrario, il rischio di restringimento di ulteriori risorse e strumenti;
OGGI DECIDIAMO LA MOBILITAZIONE
Per riconquistare la dignità ed il reddito delle aziende agricole
La mobilitazione, che articoleremo nei territori per chiamare le Regioni Italiane alla responsabilità di concorrere all’obiettivo principale di scongiurare la chiusura delle aziende agricole, ha come base la piattaforma in cinque punti che chiede al Governo Nazionale di assumere provvedimenti urgenti, anche in deroga alle regole comunitarie, capaci di arrestare la crisi gravissima delle aziende produttive e l’apertura di una nuova fase di Riforma che restituisca al lavoro ed alla produzione quella parte di reddito espropriato dalla speculazione commerciale e finanziaria e certezze, presso e sicurezza alimentare ai cittadini.
Chiediamo:
- Che venga dichiarata dal Governo la crisi socioeconomica delle aziende agricole nelle campagne italiane per assumere provvedimenti straordinari anche in deroga alle regole comunitarie
- Che venga istituita una unità di crisi per l’agricoltura formata, dai Ministri all’Agricoltura, all’Economia, al Lavoro, all’Interno, dalla Conferenza Stato Regioni e dai rappresentanti degli Enti Locali
- Che si dichiari la Moratoria di tutte le esecuzioni in danno delle aziende agricole per il tempo utile a risolvere la crisi
- Che si ridiscutano termini della ristrutturazione e modalità della soluzione per i contenziosi ed i pregressi INPS in modo da consentire a tutti la fuoriuscita dalle pendenze e non solo alle banche di speculare
- Che si metta mano alla riforma dell’INPS in agricoltura, sempre promessa e mai realizzata, in modo da realizzare il riallineamento alle condizioni della media degli altri Paesi Europei con economie agricole concorrenti.
- Che il Parlamento stanzi urgentemente, come accaduto in Grecia ed in Francia e come sta accadendo in Spagna ed in altri Paesi Europei, risorse finanziarie aggiuntive per sostenere il mancato reddito delle aziende agricole e zootecniche che sta determinando forte indebitamento e rischio di chiusura. A tal fine nelle diverse misure finanziarie che il Governo ed il Parlamento stanno adottando sulla crisi (decreto anticrisi, legge finanziaria, moratoria, ecc..) vanno aperti capitoli specifici per rispondere ai problemi delle aziende produttive
- Che si realizzi un piano urgente di tutela e rilancio delle produzioni mediterranee con l’obiettivo di restituire reddito alle aziende, diritti e salario giusto ai lavoratori, prezzo, sicurezza alimentare ed accesso ai cittadini; è il tempo di rimettere mano ad una forte e complessiva azione di Riforma per rimettere al centro delle scelte di Politica Agricola il diritto democratico delle popolazioni di garantirsi un’agricoltura dalla funzione sociale equa e di scegliere chi, cosa e per chi deve produrre il cibo come prima condizione per realizzare la Sovranità Alimentare. Su questa base si convochi nel più breve tempo possibile una Conferenza Agraria Nazionale per rilanciare la funzione produttiva delle aziende italiane e si invertano i processi devastanti che le colpiscono
Per questo ci impegnamo
A promuovere il massimo delle iniziative di mobilitazione nelle campagne e nelle città del Mezzogiorno da ora e fino al raggiungimento degli obiettivi
A coordinare e confrontare le nostre lotte per renderle più forti, efficaci e partecipate
A condurle con la determinazione e la coerenza dei comportamenti che ci vengono imposti dalla gravità della situazione nelle campagne e dal sentimento di indignazione e di rabbia che vi si estende
A convocare una manifestazione degli agricoltori e dei cittadini del Mezzogiorno d’Italia entro l’autunno per chiedere che nella Finanziaria del prossimo anno vi siano le misure urgenti per uscire dalla crisi previste nella nostra piattaforma
A realizzare nei mesi precedenti la manifestazione una MARCIA PER LA DIGNITA’ CONTADINA che attraverserà tutte le Regioni del Sud per incontrare le realtà agricole di crisi e di resistenza, i cittadini, le Università, i luoghi istituzionali chiamando alla partecipazione e portando ovunque l’azione di lotta, il confronto, la ricerca di alleanza e di solidarietà
A tal fine
Avviamo la mobilitazione già entro la prossima settimana con il primo obiettivo di ottenere la Moratoria per i pagamenti e per le azioni esecutive in danno delle aziende agricole.
Indirizziamo una lettera aperta agli eletti meridionali al Parlamento e nei Consigli Regionali perché siano consapevoli ed adottino comportamenti politici ed istituzionali coerenti con il raggiungimento degli obiettivi
Predisponiamo, di concerto con la Rete dei Municipi Contadini per la Sovranità Alimentare e contro la crisi agricola, un ordine del giorno da inviare a tutti i comuni e le province del Mezzogiorno perché vengano convocati consigli aperti che adottino risoluzioni di sostegno indirizzate alle Regioni ed al Governo
Chiamiamo tutte le organizzazioni sindacali, di categoria e le associazioni di settore operanti in agricoltura per superare ogni divisione e di unirsi nello sforzo di dare in modo che questo autunno segni un’inversione di tendenza per la crisi delle aziende agricole ed allevatrici del Mezzogiorno e riapra la prospettiva di un futuro dignitoso. Così pure ci rivolgiamo a tutte le organizzazioni e le associazioni sociali, ai cittadini, agli uomini ed alle donne della cultura, della scienza, della scuola e meridionali e di tutto il Paese per unirsi e partecipare allo sforzo di costruire il movimento più ampio, unitario, forte, deciso e democratico per il riscatto ed il rilancio della nostra agricoltura del lavoro e delle culture mediterranee.
SU LA TESTA! GIU’ LE MANI DALLE NOSTRE TERRE!

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