«IO, PAKISTANO “italiano” ORA ASSUMO MIO CUGINO per rispettare la legge»
Secolo XIX 16/9/09
Sportelli, orari e procedure da seguireper presentare le domande in tempo utile
la norma
LA SANATORIA prosegue fino al 30 settembre. Mettere in regola colf e badanti costa 500 euro e richiede una dichiarazione di emersione. Ci sono limiti minimi di reddito per il datore che regolarizza il lavoratore e ogni nucleo familiare può sanare al massimo la posizione di tre extracomunitari: una colf per il lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare e due badanti per le attività di assistenza a malati e disabili. Presso la Cisl di Chiavari, in piazza Roma 36/1, è attivo un sportello aperto al pubblico il lunedì e mercoledì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.30; il martedì e giovedì solo la mattina e il venerdì dalle 15.30 alle 18.30. Alla Cgil di corso Garibaldi lo sportello per la sanatoria è operativo il lunedì e giovedì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30; martedì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30; mercoledì dalle 8.30 alle 14.30.
I PRIMI giorni di sanatoria fanno emergere anche storie di solidarietà e di onestà. Tra datori di lavoro e clandestini che si prendono cura della casa, dei bambini e delle persone anziane, ma anche tra stranieri che aiutano loro connazionali. Sono numerosi, infatti, gli extracomunitari che approfittano della sanatoria per far emergere dalla clandestinità loro congiunti. Succede anche a Muhammad Saqlain, pakistano di 33 anni, in Italia da 13, a Chiavari da 5, che gestisce una pizzeria a Lavagna, e ieri ha inoltrato la domanda di regolarizzazione per suo cugino. «Qui abbiamo tutta la famiglia – spiega – e mi sembra corretto dare anche a mio cugino, che ha 25 anni, la possibilità di lavorare e vivere legalmente in Italia per costruirsi un futuro».
Altra regolarizzazione in ambito familiare è quella avviata ieri pomeriggio da Alon Nur, proveniente dal Bangladesh, di professione badante, che vuole garantire un futuro migliore a suo fratello, regolarizzandolo, a sua volta, come badante. «Vivo a Rapallo – spiega – mi trovo bene e voglio che anche mio fratello abbia la possibilità di integrarsi, sentendosi cittadino italiano a tutti gli effetti».
Tra le regolarizzazioni che avvengono tra parenti spicca quella inoltrata da Mohamed Jbilou, marocchino residente a San Colombano Certenoli dal 1995, cuoco in un ristorante di Lavagna, a favore del fratello. «Quando io e mia moglie siamo impegnati con il lavoro – spiega – mio fratello si occupa dei bambini. In questo modo sono tranquillo perché so che i miei figli sono con una persona di fiducia. È per questo motivo che lo regolarizzo come colf». Lasciare il suo Paese, tanti anni fa, è stato difficile? «Un sacrificio necessario per trovare una sistemazione migliore – spiega Jbilou – Qui mi sono trovato bene fin da subito, tant’è vero che sono arrivato in Liguria e non mi sono mai trasferito. Ho la casa, il lavoro, la famiglia, sto bene. Considero la sanatoria un’occasione da cogliere al volo per dare anche a mio fratello l’opportunità di migliorare la sua vita».

HOME | MAPPA DEL SITO | CONTATTI | ISCRIVITI |
TUTTI I CONTENUTI DEL SITO SONO DISTRIBUITI SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS | CREDITI