Continua la mobilitazione dei lavoratori Nortel in Italia

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ERNST&YOUNG e NORTEL LICENZIANO IL NOSTRO FUTURO
Tecnologia e innovazione sono il futuro per il paese e per i nostri figli che invece rischiano di perdere tutto.

Vista la totale chiusura di Ernst&Young a qualsiasi dialogo oggi, lunedì 14 settembre, i lavoratori di Roma e Milano hanno deciso di mobilitarsi fino ad un esito positivo della vertenza.
Da oggi hanno iniziato uno sciopero ad oltranza per bloccare l’attività dell’azienda che continua a lavorare per clienti come il Ministero degli Esteri, il Ministero degli Interni e quello delle Finanze.
A Roma hanno deciso di presidiare gli uffici di via di Grotta Perfetta 643 giorno e notte, montando anche una tenda sul punto più alto dell’edificio e hanno appeso alle finestre le gigantografie dei loro figli. Cinque di loro hanno anche iniziato lo sciopero della fame.
Il 16 settembre ci sarà l’ultimo incontro previsto dalla procedura al Ministero del Lavoro, alla presenza dei manager inglesi di Ernst e Young e se la Nortel non cambierà idea dal 18 del mese circa 40 lavoratori verranno messi alla porta.
Il 16 settembre, giorno dell’incontro, i lavoratori saranno in presidio dalle 10 alle 13, davanti alla sede romana di Ernst & Young in via delle Botteghe Oscure 4.
Alle 14,30, ora in cui comincerà il confronto decisivo al Ministero del Lavoro, si sposteranno davanti alla sede del Ministero in via Fornovo 8.

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Lo strano caso di Nortel
Come distruggere una delle più grandi Aziende di Ricerca e Innovazione nel settore delle telecomunicazioni mondiali, anche in Italia
Chi è Nortel nel mondo e in Italia
Nortel è una società multinazionale canadese produttrice di tecnologie e apparati per le reti di comunicazione telefoniche e Internet fisse e mobili, tra i primi e più avanzati produttori al mondo nel settore con 10.42 miliardi di dollari di fatturato nel 2008, ed è presente in 150 paesi con 25.000 dipendenti circa.

In Italia è presente dal 1997 quando ha acquisito la divisione telecomunicazioni del gruppo Olivetti. Oggi impiega tra Roma e Milano 80 persone altamente qualificate tra ingegneri, progettisti e tecnici specializzati che hanno sviluppato e assistono alcune delle reti di comunicazione più tecnologicamente avanzate e critiche del settore privato e pubblico come quelle del Ministero delle Finanze (Sogei), degli Esteri (compresa l’unità di crisi della Farnesina), dell’Interno, della Pubblica Istruzione, della Banca d’Italia (compreso il call center della banca europea), dell’Istat, dell’ENAV e del CNR. I clienti privati includono operatori di telcomunicazioni come Telecom Italia, Tiscali, Vodafone, Wind, British Telecom, grandi gruppi bancari come Intesa San Paolo, Unicredit, e poi Trenitalia, Autostrade, Enel, Acea, Ikea, TNT e Gruppo Almaviva per elencarne alcuni.

La procedura di protezione dai creditori
In seguito a difficoltà finanziarie legate alla crisi, Nortel ha iniziato lo scorso 14 gennaio la procedura di protezione dai creditori (Credit Protection, nota negli Stati Uniti come Chapter 11) in Canada, Stati Uniti ed Europa, allo scopo di procedere ad una rapida ristrutturazione per poi riemergere, che vede Ernst & Young (ERNST&YOUNG) nel ruolo di Amministratore; in Europa è stata attivata una procedura presso una corte inglese nota come Administration estesa agli altri paesi comunitari, tra cui l’Italia, in base al trattato COMI; durante la procedura vengono congelati i debiti mentre le attività di business procedono regolarmente producendo fatturato.

Procedure di licenziamento in Europa e in Italia
Ernst&Young ha avviato negli scorsi mesi procedure di licenziamento collettivo in tutta Europa con l’obbiettivo di ristrutturare l’azienda, ridurre i costi e poter continuare ad operare.

Nonostante la filiale italiana continui a generare fatturato e profitti, in costante crescita negli ultimi 3 anni, e, come dichiara il report di Ernst&Young al comitato dei creditori italiani al 13 luglio 2009 la situazione di cassa di Nortel in Italia è particolarmente positiva e pari a 18 milioni di dollari USA, Ernst&Young ha avviato lo scorso 2 luglio 2009 una procedura di licenziamento collettivo per 38 lavoratori su 81 distribribuiti tra le sedi di Roma e Milano, che prevede l’utilizzo della mobilità ma non riconosce il pagamento del TFR trasformandolo in credito differito alla conclusione della vicenda globale del gruppo (indeterminata, minimo più di un anno).

Colpo di scena: nessuna emersione ma vendita frazionata di tutta l’azienda
Lo scorso giugno Nortel ha rinunciato alla ristrutturazione e ha deciso di procedere invece alla vendita frazionata tramite asta (come previsto dalla procedura Chapter11) di tutte e 5 le divisioni di business che la compongono e della quota di maggioranza della profiqua JointVenture asiatica con LG Electronics LG-Nortel.

Vendite a peso d’oro
Il 24 Luglio si è svolta l’asta per la vendita della divisione Wireless (reti mobili) nordamericana vinta da Ericsson per 1.13 miliardi di dollari USA (con un’offerta di partenza 675 milioni$); l’11 settembre è iniziata l’asta, ancora in corso, per la vendita della divisione Enterprise (soluzioni per le aziende e la pubblica amministrazione) con una offerta di partenza da parte di Avaya pari a 475 milioni di dollari USA (secondo gli osservatori il valore finale sarà più che raddoppiato); sono attese a breve ma non ancora definite le aste per le rimanenti 3 divisioni (reti ottiche a larga banda, Centrali telefoniche VoIP per gli operatori, reti mobili GSM) e la vendita di LG-Nortel.

Vendite vs Licenziamenti
La decisione di Nortel di rinunciare al futuro industriale monetizzando completamente i propri asset ha modificato radicalmente il contesto delle vertenze per i licenziamenti nei paesi europei e anche in Italia.
Nel momento il sottosegretario Paolo Romani annuncia di voler investire da subito 800 milioni per le nuove reti broad band e quelle di nuova generazione NGN2 nel nostro paese e a Roma viene avviato il progetto di “Roma digitale” che produrrà un investimento di circa 600 milioni di Euro in 5 anni per portare la connessione a 100 mega a tutti i cittadini romani, Ernst&Young decide per Nortel ottusamente di disperdere proprio le risorse umane da subito indispensabili per questi progetti.
Secondo i lavoratori Nortel deve riconsiderare le sue decisioni riguardo la procedura di licenziamento permettendo ai lavoratori di transitare nelle aziende acquirenti preservando competenze che sono preziose, come dimostra il successo delle aste di vendita in corso, e garantendo la continuità nel supporto delle reti di comunicazione italiane critiche come quelle del Ministero degli Esteri (compresa l’unità di crisi della Farnesina), del Ministero delle Finanze (Sogei), del Ministero dell’Interno, del Ministero della Pubblica Istruzione, della Banca d’Italia (compreso il call center della banca europea) e dell’ENAV.

“A company after all it’s all about people”: come sempre vale solo per i manager
Nel momento in cui continua a rifiutarsi di riconoscere anche i minimi di legge ai dipendenti italiani, Ernst&Young dispone il pagamento di 7.3 milioni di dollari USA di bonus per sette top manager e raddoppia lo stipendio a due dei tre membri del board.
I precedenti positivi di Spagna e Francia
Sia in Spagna che in Francia Ernst&Young ha inizialmente sostenuto l’indisponibilità di risorse economiche per evitare o mitigare l’impatto dei licenziamenti. Solo in un secondo momento, di fronte alla reazione dei lavoratori e grazie all’intervento dei governi, ha dovuto riverdere le proprie posizioni. In Italia invece Ernst&Young ha fino ad oggi rifiutato ogni proposta di dialogo con i lavoratori.

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