Belgio senza lavoro non c´è spazio per gli immigrati
Repubblica 11/9/09
Global market
Nei periodi di crisi è importante avere una solida struttura aziendale che permetta di concentrarsi sul marchio e non su strategie spericolate. La crisi è un´ottima occasione per rinnovarsi
BRUXELLES – Uno degli effetti della crisi in Belgio è stato un brusco calo dei lavoratori immigrati. Dopo aver registrato una crescita costante fino all´anno scorso, i permessi di lavoro per stranieri rilasciati dalle autorità belghe hanno fatto registrare quest´anno un calo del trenta per cento. Negli ultimi mesi, sono stati solo diciottomila i lavoratori stranieri per i quali i datori di lavoro belgi hanno chiesto un permesso di soggiorno, contro i 25 mila dello stesso periodo del 2008.
Il fenomeno si iscrive in un quadro di stasi generalizzata. Secondo il Migration Policy Institute in tutto il mondo si è registrato un calo della migrazione regolare dovuto alla ridotta capacità dei mercato del lavoro di assorbire nuova manodopera. Eppure, secondo un gruppo di ricercatori dell´Università Cattolica di Lovanio (UCL), un´eventuale regolarizzazione collettiva di tutti i sans-papiers (immigrati privi di documenti) porterebbe solo benefici alle finanze pubbliche e alla previdenza belga. Quindi il sistema il belga sarebbe in grado di reggere la regolarizzazione anche di 100 mila stranieri.
Nel 2006 i permessi di lavoro per stranieri in Belgio erano stati 47 mila, Nel 2007, 65 mila. Nel 2008 si era arrivati ad una punta di 76 mila. Se la tendenza in atto non subirà variazioni, quest´anno non dovrebbero superare i cinquantamila. Non è detto tuttavia che gli immigrati che non trovano lavoro rientrino subito nei paesi di origine. Per molti, visto che la crisi rende più scarsa l´offerta anche in patria, l´unica soluzione è restare in Belgio in attesa di tempi migliori.
Andrea Bonanni

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