“Troppa violenza contro le donne”

Repubblica 10/9/09

I diritti umani

Napolitano: accadono fatti raccapriccianti. E invita a sconfiggere omofobia e xenofobia

C´è consapevolezza che i diritti umani sono la condizione di una convivenza civile, libera e democratica
GIORGIO BATTISTINI
ROMA – In difesa delle donne e, per la prima volta, di ogni gruppo sociale perseguitato o vittima di violenze. La «questione cruciale» del nostro tempo, dice il presidente della Repubblica Napolitano inaugurando alla Farnesina la Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, è quella dei diritti. «Diritti proclamati, diritti affermati o in via di affermazione, diritti da conquistare, diritti da rendere universali». Anche perché «mai come negli ultimi decenni» si è diffusa una così ampia consapevolezza dei «diritti umani come condizione di convivenza civile, libera e democratica».
Nella sede del ministero degli Esteri il capo dello Stato ricorda che il pieno riconoscimento e la concreta affermazione dei diritti umani costituiscono un´innegabile pietra di paragone della condizione effettiva delle popolazioni e delle persone, «del grado di avanzamento materiale e spirituale di un Paese». E anche dove i diritti non sono negati occorre «educare le nostre società ai valori dell´uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, principio sancito dall´articolo due della Costituzione». Del resto anche la Carta dei diritti fondamentali dell´Unione europea indica tutti i possibili motivi di discriminazione da mettere al bando: «il sesso, la razza, il colore della pelle o l´origine etnica e sociale, le convinzioni personali e quelle politiche, fino alla disabilità e all´orientamento sessuale». Troppe le violenze sulle donne, «dobbiamo sentirci egualmente responsabili dell´incompiutezza dei progressi faticosamente realizzati per l´affermazione della libertà della dignità e della parità di tutte le donne».
L´età dei diritti, quindi. Mai come negli ultimi decenni si era giunti a «una visione così ampia, a una consapevolezza così profonda del riconoscimento dei diritti umani come condizione di convivenza civile, libera e democratica». Sono «soprattutto le donne», spiega il presidente, «a soffrire in troppe parti del mondo della limitazione o privazione dei diritti fondamentali». Ci sono «fattispecie terribili e raccapriccianti di violenza»: dai conflitti ai costumi barbarici delle mutilazioni genitali fino alle violenze sessuali nei paesi più avanzati, alle violenze domestiche, a quelle del mondo del lavoro.
L´intervento del presidente della Repubblica alla Conferenza sulle donne allarga l´attenzione alle varie forme di violenza e intolleranza. La questione femminile dunque, ma non solo. Il problema, dice, «è la lotta contro ogni sopruso ai danni delle donne, contro la xenofobia, contro l´omofobia», vale a dire la persecuzione isterica, immotivata e violenta contro le persone omosessuali. Un impegno che «fa tutt´uno con la causa del rifiuto dell´intolleranza e della violenza, in larga misura oggi alimentata dall´ignoranza dalla perdita dei valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dei principi sui quali la nostra Costituzione ha fondato la convivenza della nazione democratica».
Le analisi del presidente sono confermate dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Una donna su cinque nel mondo, dice, è stata vittima di abusi. In tutto centoquaranta milioni di donne hanno subìto violenza sul piano fisico, psicologico o sessuale. Secondo l´Oms, l´Organizzazione mondiale della Sanità, 50 mila donne ogni anno sono uccise all´interno della loro famiglia o da parenti stretti. Secondo la Banca mondiale, «per le donne tra i 15 e i 44 anni il rischio di subire violenze domestiche o stupri è addirittura maggiore del rischio di cancro, incidenti o malaria».

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