«Non sono solo i vigili a far cassa con le multe»

Secolo XIX 3/09/09

il caso incentivi
Il sindacato Ugl chiama in causa tutte le altre aziende comunali

«NON SONO le multe dei vigilia far crescere il bilanci odel Comune. Ma le multe di Genova parcheggi, Amt e Amiu». Produttività legata ad attività di controllo e sanzionamento, guerra tra categorie. Il giorno dopo la pubblicazione di uno stralcio del Piano esecutivo di gestione (Peg) indicante l’obiettivo, per i vigili urbani, di concentrarsi nell’arco dell’anno su alcuni specifici tipi di contravvenzione, il sindacato di base degli agenti Ugl Sulpm sceglie la strada dell’accusa ad altre categorie di lavoratori operanti per lo più nelle aziende controllate dal Comune. Puntando il dito contro altri pubblici ufficiali “paracomunali”. «Non sono le maggiori sanzioni elevate dai colleghi, a fare la differenza, bensì l’aumento delle telecamere e dei controlli di vario genere: Amt, Ami, Genova parcheggi, Amiu».
Voce isolata soprattutto nei toni, quella che Claudio Musicò, segretario per l’area metropolitana del Sulpm, sistema tra le righe di un comunicato stampa. Parole che però ben descrivono il malcontento e il clima che le accuse e le indiscrezioni di stampa hanno generato tra le sezioni del Corpo. Dunque, entriamo nel merito delle “accuse”. I temuti ausiliari del traffico di Amt – ma lo stesso regime riguarda anche i colleghi controllori che effettuano il monitoraggio sui biglietti a bordo – percepiscono il corrispettivo di un’ora e mezza di straordinario per ogni blocchetto da venti contravvenzioni terminato. Non un premio-produttività, bensì un compenso per la gestione delle più odiate contravvenzioni del momento, quelle sulle corsie gialle. Il meccanismo, si badi bene, non è quello del premio per chi fa più multe, ma dell’incentivo per chi ne gestisce, cataloga, registra il numero maggiore. Un escamotage che consente di evitare l’accusa di percepire percentuali sulle multe strappate, ma che al contempo consegue l’obiettivo di invogliare a processarne, gestirne, il più possibile. Amt, alle nuove accuse, preferisce non rispondere.
Capitolo Amiu. A fare bagarre fu, ironia della sorte, ancora un sindacato autonomo, che denunciò il fatto che l’azienda chiedesse ai suoi dipendenti addetti alle contravvenzioni di tenere un certo “trend” di produttività nell’esercizio delle proprie mansioni. «Ci spiace comunicarle che nel riesame generale dei dati di efficienza aziendale la sua posizione è emersa in negativo a livelli decisamente inaccettabili – recitava una delle lettere inviate agli ispettori additati di scarsa produttività – a fronte di un obiettivo di sanzioni medie giornaliere pari a 0,77 al mese, lei ha consuntivato una prestazione progressiva pari a 0,57». Richiamata in causa, l’azienda dei rifiuti preferisce non rispondere all’accusa dell’Ugl. Ma da Amiu fanno sapere che l’entità annuale delle contravvenzioni prodotte, 2.500 verbali per lo più da 50 euro ciascuno, non è tale da far scaturire la gioia di un contabile.
Venendo ai lavoratori di Genova parcheggi, in particolar modo ai parcheggiatori e agli ausiliari della sosta su Blu Area, il discorso è piùcomplesso. Qualche tempo fa alcuni sindacati spinsero per ottenere per i controllori su strada lo stesso trattamento riservato (e appena illustrato) per i controllori di Amt. Fu bocciato, e alla fine della trattativa si arrivò a un accordo per il quale il premio di produttività viene assegnato nella sua totalità non solo a chi è più”produttivo”, ma anche a chi risulta meno assente, non riceve rapporti disciplinari e altro. Dunque le multe sono soltanto una delle sette variabili che incidono sulla valutazione. «Vogliamo incentivare a fare più multe? È esattamente il contrario – dicono da Genova Parcheggi – Il sistema messo in piedi da Genova parcheggi è fare in modo che nessuno prenda contravvenzioni, mettendo a disposizione tutte le modalità per il pagamento del dovuto anche in assenza dell’addetto».
E mentre Mariangela Danzì, segretario generale del Comune, difende a spada tratta il piano di valutazione dei dipendenti comunali, definendolo «uno strumento per il raggiungimento degli obiettivi a cui teniamo e una doverosa applicazione di una legge dello Stato», altri sindacati prendono posizione a difesa dei colleghi. «Non spetta a noi definire la correttezza degli obiettivi scelti – spiegano Mariangela Gaggero e Maurizio Luciano della Cgil e Fulvio Francini della Uil – Quando al sistema di valutazione, non avremmo mai accettato di sottoscrivere un accordo che ci invita a fare più multe. Il sistema concordato, e vigileremo sul suo rispetto, prevede che il fine sia un altro. La crescita della sicurezza sulle strade e della professionalità del vigile urbano».
daniele grillo

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